• Ciao Giorgio, perdonaci

    Giorgio aveva 15 anni e viveva a Taranto. E’ morto qualche giorno fa dopo aver lottato, insieme alla sua famiglia e ai suoi genitori, per tre anni contro il cancro. Che, alla fine, ha vinto e se l’è portato via.

  • La solidarietà non ha latitudine

    Ci sono gesti e comportamenti che non finiscono sulle copertine dei giornali e che invece vengono relegati in fondo, più o meno nascosti. Comunque poco visibili e quindi scarsamente conosciuti. Si tratta di episodi, magari di cronaca minima, che invece meritano risalto e la giusta considerazione.

  • I 70 euro del duo Y Guisar

    Uno si chiama Saro Cannizzaro, l’altro Guido Cicero. Uno suona le tastiere, l’altro la chitarra. Entrambi sono di Modica, importante comune di oltre 50mila abitanti in provincia di Ragusa; insieme col nome di Y Guisar formano un duo musicale apprezzatissimo nella zona (come testimoniano le calorose recensioni su Facebook).

  • Quei giornalisti così presuntuosi e soprattutto ignoranti

    Ignoranti. Ignoranti e presuntuosi. E’ drammaticamente vero che la categoria, alla quale chi scrive da qualche anno appartiene, pullula di incapaci. A tutti i livelli e ad ogni latitudine. E Viterbo, nel suo piccolo, rappresenta uno spaccato fedele: gente che dovrebbe tornare alle elementari quanto a capacità di scrivere correttamente in italiano; gente che è pervenuta chissà come al fatidico tesserino di pubblicista e che adesso pontifica senza avere avuto mai qualcuno dal quale apprendere i rudimenti del mestiere e che, di conseguenza, continua a commettere errori che neppure dai principianti sarebbero accettati.

  • Io a Bolzano non ci voglio vivere

    Io non voglio vivere a Bolzano. Non ho nulla contro gli altoatesini, non mi interessa che siano (e si sentano) molto più tedeschi che italiani, non mi importa assolutamente nulla che quella città sia la più vivibile d’Italia (succede da anni): io non ci voglio stare lì. E quelle classifiche (lasciatevelo dire da uno che con i numeri e con le statistiche un po’ ci bazzica) vanno prese con le pinze, perché basta realizzare un paio di chilometri di piste ciclabili per scalare una ventina di posizioni nella colonna dell’ambiente…

  • Stop ai contributi pubblici all’editoria. Finalmente

    “Basta ai giornali finanziati con i soldi pubblici”. La presa di posizione, netta e inequivocabile, è del senatore Vito Crimi, uno dei big del Movimento Cinquestelle, oltre che sottosegretario con delega all’Editoria. Se ne parlava apertamente nel programma elettorale dei pentastellati per le politiche del marzo scorso; non c’è traccia nel “contratto di governo” stipulato con la Lega, ma nella Legge di bilancio 2019 il tema torna prepotentemente d’attualità con una sforbiciata immediata del 50% e con l’azzeramento totale nel 2020.

  • Ordine del Giornalismo? Ma fateci il favore…

    Ordine della Medicina, Ordine dell’Architettura, Ordine della Geologia… A nessuno è mai venuto in mente (né mai accadrà) di chiamare in questo modo le associazioni di categoria che raggruppano medici, architetti e geologi, rispettivamente. Ma i giornalisti sono estrosi: devono distinguersi per fantasia e capacità innovativa.