• Je suis Sri Lanka

    Je suis Sri Lanka. Forte e chiaro, in modo che non ci siano equivoci di sorta. Che trecento e passa morti, vittime di attentati terroristici, non interessino praticamente a nessuno è una vergogna. Che la cosiddetta civiltà occidentale, a cominciare da quella italica, si sia sostanzialmente girata dall’altra parte considerando quello che è accaduto a Colombo un fatto ineluttabile che non suscita sdegno, solidarietà, persino umana pietas è ugualmente scandaloso. Persino i draghi della tastiera, sempre pronti a commentare (e naturalmente ad indignarsi) ogni accadimento (fossero anche le abitudini sessuali delle formiche rosse della Papuasia) abbiano stranamente taciuto appartiene alla categoria delle vergogne.

  • La mattanza degli innocenti

    Un’altra vittima innocente. Si chiamava Marzia Rebuzzi e aveva cinque anni. È l’ultima bambina di Taranto uccisa da un tumore. Suo cugino, Alessandro Rebuzzi, se n’era andato alcuni anni fa per fibrosi cistica, di cui l’inquinamento è una concausa.

  • “Oggi vi chiudiamo noi”: a Taranto esplode la rabbia

    “Oggi vi chiudiamo noi”. A Taranto, la città d’origine di chi scrive, l’esasperazione sta raggiungendo toni che mai in passato si erano registrati. Il motivo del contendere è sempre lo stesso: le emissioni, molto spesso nocive, prodotte dalle acciaierie Ilva (e non solo).

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  • Ciao Giorgio, perdonaci

    Giorgio aveva 15 anni e viveva a Taranto. E’ morto qualche giorno fa dopo aver lottato, insieme alla sua famiglia e ai suoi genitori, per tre anni contro il cancro. Che, alla fine, ha vinto e se l’è portato via.

  • La solidarietà non ha latitudine

    Ci sono gesti e comportamenti che non finiscono sulle copertine dei giornali e che invece vengono relegati in fondo, più o meno nascosti. Comunque poco visibili e quindi scarsamente conosciuti. Si tratta di episodi, magari di cronaca minima, che invece meritano risalto e la giusta considerazione.

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  • I 70 euro del duo Y Guisar

    Uno si chiama Saro Cannizzaro, l’altro Guido Cicero. Uno suona le tastiere, l’altro la chitarra. Entrambi sono di Modica, importante comune di oltre 50mila abitanti in provincia di Ragusa; insieme col nome di Y Guisar formano un duo musicale apprezzatissimo nella zona (come testimoniano le calorose recensioni su Facebook).

  • Qualità della vita: Viterbo continua ad arretrare

    Meno 3. Che non è la temperatura in gradi Celsius di questi giorni, ma il numero delle posizioni perse da Viterbo, nel giro di un anno, nella solita classifica sulla qualità della vita nei capoluoghi italiani, stilata da Il Sole 24 ore. Nel 2017 posizione 71, adesso 74.

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  • Quei giornalisti così presuntuosi e soprattutto ignoranti

    Ignoranti. Ignoranti e presuntuosi. E’ drammaticamente vero che la categoria, alla quale chi scrive da qualche anno appartiene, pullula di incapaci. A tutti i livelli e ad ogni latitudine. E Viterbo, nel suo piccolo, rappresenta uno spaccato fedele: gente che dovrebbe tornare alle elementari quanto a capacità di scrivere correttamente in italiano; gente che è pervenuta chissà come al fatidico tesserino di pubblicista e che adesso pontifica senza avere avuto mai qualcuno dal quale apprendere i rudimenti del mestiere e che, di conseguenza, continua a commettere errori che neppure dai principianti sarebbero accettati.

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  • Io a Bolzano non ci voglio vivere

    Io non voglio vivere a Bolzano. Non ho nulla contro gli altoatesini, non mi interessa che siano (e si sentano) molto più tedeschi che italiani, non mi importa assolutamente nulla che quella città sia la più vivibile d’Italia (succede da anni): io non ci voglio stare lì. E quelle classifiche (lasciatevelo dire da uno che con i numeri e con le statistiche un po’ ci bazzica) vanno prese con le pinze, perché basta realizzare un paio di chilometri di piste ciclabili per scalare una ventina di posizioni nella colonna dell’ambiente…

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  • Giornalisti sciacalli e puttane? Da quale pulpito…

    “Infimi sciacalli”. “Puttane”. “Cani da riporto di Mafia Capitale“. A chi si riferivano i signori Di Maio e Di Battista quando, con somma leggiadria e impareggiabile grazia, commentavano la sentenza di assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi? Ma ai giornalisti, of course.

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