• L’anno che verrà (per gli italiani)

    Tommaso Didimo (Galilea, I secolo a.C. – Mylapore, 3 luglio 72) è stato – come tutti sanno o dovrebbero sapere – uno dei dodici apostoli di Gesù. È noto principalmente per essere il protagonista di un brano del Vangelo secondo Giovanni, in cui prima dubitò della risurrezione di Gesù e poi lo riconobbe (famosa la sua frase: “Non credo se non vedo”).

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  • Un augurio (di Natale) non ci salverà

    Ma sì. Facciamoceli questi auguri di buon Natale. Come da tradizione. Una volta ci si spedivano i bigliettini con l’abete contornato di palle e lumini o con la slitta di Santa Claus; oggi si può usare lo smartphone. Con gli sms per i più sbrigativi (ma sono passati di moda pure quelli), o con whatsapp, molto più cool, giacché lì si possono inserire foto, filmati e perfino musichette.

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  • Lodi, lodi, lodi… al Tribunale di Milano

    Dio c’è. E il Tribunale di Milano pure. Che, con una sentenza inequivocabile, ha accertato la “condotta discriminatoria del Comune di Lodi” sul caso del servizio mensa e ha ordinato di “modificare il regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all’Unione Europea di presentare la domanda di accesso” alle stesse condizioni degli italiani.

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  • La saga dei “cristiani per caso”

    La notizia non ha avuto molta rilevanza sui media. Anzi, i più l’hanno relegata al classico trafiletto, visto che in questi giorni a dominare la cronaca sono il braccio di ferro tra Ue e Italia, la manovra economica, lo spread, le pensioni a quota 100 e il reddito di cittadinanza.

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  • I campioni di “salto della quaglia”

    Nella famigerata (ma prima o poi a qualcuno verrà in mente di fare una doverosa revisione storica) prima Repubblica chi era democristiano era democristiano, chi era comunista era comunista e chi era missino era missino. Punto. Era l’epoca delle ideologie, dei valori assoluti, degli ideali da rincorrere e perseguire.

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  • Benzina: che dovrebbero fare gli italiani?

    Mi ha molto incuriosito in questi giorni la protesta (molto vibrata) dei gilet jaunes, ovvero dei “gilet gialli”, i manifestanti che sabato e domenica scorsi hanno protestato, in migliaia, contro i rincari della benzina voluti in Francia dal governo del presidente Emmanuel Macron: hanno ostacolato e bloccato la circolazione su strade, superstrade e autostrade.

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  • Ho scoperto di essere una puttana

    E così, a 66 anni suonati, ho scoperto di essere una puttana. Anzi, una ex puttana, visto che da sei anni sono in pensione. Ma tant’è. Come dicono a Napoli “fatte ‘o nome e fottetenne”. E io, appunto, me ne fotto, anche perché il pulpito da cui viene la predica (ovverosia – se qualcuno ancora non ne fosse informato – il premiato duo Luigi Di Maio-Alessandro Di Battista) si è dimostrato nel tempo tutt’altro che vergine nell’esternazione di insulti e improperi nei confronti delle vittime di turno.

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  • L’uomo: intelligente, ma pure imbecille

    E’ notorio come l’uomo sia un animale intelligente. Si deve infatti alla sua materia grigia se l’umanità, nel corso dei secoli, si sia evoluta a dismisura, fino ad arrivare alle più avanzate invenzioni dei giorni nostri. Che permettono senza dubbio una vita più agevole e meno faticosa.

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  • Quelli (belli come noi) del Pilastro

    Correva l’anno 1968. Io, di anni, ne avevo 16. E mentre in Europa era in atto quella rivoluzione culturale che avrebbe portato alla contestazione generale delle generazioni precedenti, io attuai la mia rivoluzione personale approdando, quasi per caso, al Centro sociale “Il Pilastro”. Una villetta, situata in via Francesco Cristofori, costruita dall’allora Iacp per aggregare una popolazione che stava diventando sempre più numerosa, visto che il quartiere – composto al 99 per cento dalle cosiddette “case popolari” – era in continua espansione.

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  • Anch’io voglio diventare razzista

    Ho deciso: in quest’Italia che sta diventando sempre più xenofoba anch’io voglio diventare razzista. Sì, avete capito bene: razzista. E odiare fino alla morte tutti coloro che inquinano la purezza del genere umano. Del resto, basta dare una scorsa ai notiziari che quotidianamente si apprende di episodi che fotografano un Paese ormai votato all’intolleranza verso i diversi.

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