Il Natale che sarà. I pensieri di Eleonora Celestini

Un Natale senza chiasso. Un Natale senza assembramenti e rumore. La nostra cattiva ragazza Eleonora Celestini ha deciso di non parlarci del suo Natale che sarà. Ma ci racconta una storia di straordinaria solidarietà, che mostra il volto più vero e più bello della Viterbo ultras. 

 


Sono settimane che quella stalker professionista della Pallotta mi chiede di scrivere un pezzo sul mio Natale che sarà. Ma io non sono proprio ispirata. Questo 2020 mi ha non solo ampiamente rotto le scatole, ma anche svuotato di ogni velleità narrativa, e quello che viene oggi per me sarà un Natale anomalo, inedito. Perché lo passerò sola con i miei bambini, mio marito e coi miei genitori. E ringrazio il destino per questo, certo, perché i miei affetti più cari stanno bene. Ma sarà un Natale silenzioso, senza chiasso, e a me il rumore natalizio è sempre piaciuto: sarà un Natale senza fratelli, cugini, zii, nipoti, varia umanità seduta alla nostra tavola come da 41 anni a questa parte è sempre stato. Senza assembramenti, ed è giusto così. Senza quel casino che contraddistingue il mio 25 dicembre da sempre. E di parlare di qualcosa che non ci sarà non mi va.


Perciò invece di raccontarvi il mio Natale, vi voglio raccontare quello dei ragazzi della Curva Nord Vetus Urbs 1908. Gli ultras. Sì, proprio gli ultras. Che troppe volte sulle cronache dei giornali ci finiscono dipinti in malo modo, ma che in realtà sono solo ragazzi straordinari, con un ideale, che hanno a cuore la loro città e attività di benessere sociale. Specie verso i più deboli, verso gli ultimi, verso quelli di cui tanti si ricordano per le passerelle natalizie ma che agli ultras stanno a cuore tutto l’anno.

 

Attività silenziose, senza luci della ribalta, nella maggior parte dei casi ignorate dall’opinione pubblica. Lasciate passare inosservate. Perché fare di tutta un’erba un fascio coi titoloni e sparare nel mucchio fa più clamore. Perché quando gli ultras si organizzano con collette e fondi propri per aiutare chi durante il lockdown ha perso il lavoro e non ha mezzi lo raccontano in pochi. Perché quando riqualificano, al posto del Comune e sempre a proprie spese, il campetto da gioco di un quartiere popolare dimenticato da tutti ma frequentato da tanti bambini, a nessuno passa per la testa di dire almeno un “grazie”.


“Alcuni pensano che essere ULTRAS sia solo stadio e tifo – scrivono sulla loro pagina Facebook -. Per noi è TUTTO, per noi è OLTRE! È giunta a termine la raccolta giocattoli portata avanti negli ultimi due weekend. Ringraziamo La Coccinella Giocattoli Viterbo e Mastro Geppetto, esercizi commerciali dove è avvenuta tale iniziativa. Ieri abbiamo effettuato la consegna dei regali ai bambini del reparto pediatrico dell’ospedale Belcolle e ai ragazzi di due case famiglia di Viterbo e di una di Tarquinia. Abbiamo terminato la nostra attività con una donazione a famiglie in difficoltà, grazie alla Caritas di Viterbo. Ringraziamo tutti i cittadini che hanno contribuito a questa iniziativa, anche supportando i piccoli commercianti locali con gli acquisti effettuati. Un grazie anche alla U.S. Viterbese 1908, che ha donato alcuni palloni ufficiali del campionato in corso”.

Chiudo questo pezzo diversamente natalizio con poche parole di una canzone dei Giorni Anomali, le stesse che hanno usato gli ultras della Nord: “Gente che vuole bene, gente che non tradisce,gente che parla poco,che non obbedisce… Buone feste alla gioventù di questa città”.

Buon Natale gente mia, che finisci spesso tra gli ultimi, ma che degli ultimi non ti dimentichi mai.

La cattiva ragazza

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