Il Natale che sarà. I pensieri di Teresa Pierini

Mancano ormai pochi giorni al 25 dicembre e Teresa oggi ci descrive un Natale un può fuori gli schemi, eppure non troppo lontano dalla realtà di questi mesi. Giornalista, direttore della testata La tua Etruria e amica da sempre dell’Arenone, ecco il suo Natale che sarà. 

Che sarà un Natale diverso è stato già detto? Temo di sì, ma nessuno ci vieta di ripeterlo.

Perché è così che ci si appresta ad affrontare i giorni più familiari e coccolosi dell’anno, ovvio, a patto che tu non sia un Grinch.

In quest’ultimo caso però, mancherà quel pizzico di sale buono ad imbruttire ad ogni sorriso che incrociavi, ogni stellina attaccata su un pacco incartato di rosso, ogni scambio di auguri tra persone che magari nemmeno si conoscono.

I sorrisi con la mascherina non si vedono, che poi che ci sarà da ridere.

Le stelline si potranno attaccare su pacchi vuoti, che nessuno aprirà.

La gente che non conosci non la incontri, perché tanto non incontri nemmeno i parenti oltre ai due che potranno varcare la porta.

E siamo tutti un po’ Grinch.

Ormai a questo siamo rassegnati, visto che i provvedimenti previsti e poi arrivati sono serviti solo a peggiorare l’atmosfera. Non resta che adattarsi e godersi quanto sarà concesso.

Troveremo una messa-aperitivo in orari impensabili, un attimo prima del cenone da mamma, che preparerà come da tradizione per 35 quando noi saremo al massimo in 4. Stavolta gli avanzi arriveranno all’anno nuovo. Pazienza. 

Che poi pazienza di cosa, visto che, con palestre e piscine chiuse, per riprendere un fisico vagamente decente dovremo aspettare giugno 2021. 

Troveremo lo stesso la gioia, la nostra sarà nella novità della versione online di queste feste, con un pezzo di famiglia, e di cuore, a 600 chilometri di distanza e 4/5 regioni a fare da barriera con un mix di colori che nemmeno i Lego. Loro lassù, noi quaggiù e un cellulare sul tavolo imbandito, tovaglia rossa, candele e lucette che speriamo scaldino il Natale più assurdo di sempre.

Auguri a tutti, e pensiamo al domani, quando rideremo di nuovo raccontandoci le esperienze di un Natale da veri Grinch. 

Teresa Pierini

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