Il Natale che sarà. I pensieri di Leonardo Zannini

Ce la farà questo Natale così diverso dagli altri a farci stemperare l’angoscia, grazia alla sua atmosfera comunque magica? Leonardo Zannini, sindaco di Castiglione in Teverina – Comune COVID free da qualche giorno – è convinto di sì. E ci racconta il suo Natale che sarà.

 

Il ricordo del presente che fu.

Il Natale, il periodo più bello dell’anno. Che emozione! Che meraviglia! Sembra che in tutta l’altra parte dell’anno si viva per il Natale…

Ma quest’anno sarà così? Forse è il momento che realmente ci fermiamo un attimo a riflettere. Ma davvero questa emergenza sanitaria ci ha cambiati? A conclusione di questo anno tanto tremendo quanto infausto, il Natale arriva a rassicurare gli animi.

La bellezza del Natale, soprattutto in quest’anno in cui la paura coinvolge personalmente noi tutti, cerca di rasserenare l’atmosfera di ansia che ci circonda.

Il ricordo e la passione del tempo che fu, ora più che mai, deve pervadere i nostri animi e sentimenti. Nei nostri territori il Natale e il periodo natalizio ha da sempre simboleggiato e coinciso i valori della famiglia, della fratellanza, dell’amicizia, dell’umiltà e del reciproco sostentamento.

Le mie origini contadine (mio nonno era un mezzadro) mi impongono di vivere il Natale con lo spirito di quell’armonia che purtroppo ho solo sentito dalle voci narranti dei miei famigliari. Quanto avrei voluto nascere prima per essere lì con loro. Quante volte ho immaginato di vedere i miei nonni e tutta la mia famiglia intorno a quel tavolo forse per l’unica volta l’anno imbandito di ogni ben di Dio. Ho sentito spesso dentro di me il ricordo della voce di mio nonno Pagnotta (così lo chiamavano e così in paese era conosciuto) a distanza di anni dalla sua morte raccontare minuziosamente quei giorni. I preparativi, la gioia dello stare insieme, il meritato riposo. Forse. L’accostamento alla canzone “Che vita meravigliosa” è subito immediato. La meraviglia delle piccole cose. Non c’era molto. Anzi, quasi niente. Ma quel niente era il tutto. Un po’ come il fanciullino di pascoliana memoria: ognuno di noi deve avere uno spirito sensibile che consiste nella capacità di meravigliarsi delle piccole cose, proprio come fanno i bambini. Eccole… Le sentite? Sono le risate di gioia e spensieratezza che escono da quella piccola fessura della finestra aperta. Sono i risi che anche oggi in questi giorni dovremmo avere. Certo, le difficoltà e il timore è tanto. Sotto ogni punto di vista. Ma concediamoci almeno per qualche giorno quello che meritiamo. La luce è vicina. Io credo molto più vicina di quello che crediamo.

Vedendo post sui maggiori social, per antitesi, mi viene in mente, grazie ai miei studi liceali, che lo stesso Pirandello in una sua novella spingeva a riflettere sul Natale come un’occasione per rimpiangere la perduta innocenza della fanciullezza e per avvertire la delusione del presente per la mancanza del vero spirito natalizio di amore, carità e umana solidarietà.

No. Categoricamente No.Non è quello che ci serve questo Natale.

Rallegriamoci di tutto e di niente. Viviamo questo splendido periodo. Uniamo i nostro cuori, stando vicini anche a distanza. Esaltiamoci per le luci, per la festa, per i regali… Ci aiuterà a vivere in un idilliaco modo il ricordo del presente che fu.

Leonardo Zannini
Sindaco di Castiglione in Teverina

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