Arrivederci Babbo Natale!

Babbo Natale e la befana esistono davvero. O almeno ci si organizza in casa e mentalmente come se arrivassero davvero. Succede così da tre anni a questa parte. E a forza di dirlo a tua figlia, un pochino ci credi anche tu. Torni a crederci anche tu a quella magia che solo il Natale ti sa regalare.

Poi in un attimo finisce tutto. Quell’attesa, il bello di quell’attesa che ti accompagna in un crescendo per un intero mese, di colpo finisce. Un po’ come la fiaba di Cenerentola, che alla mezzanotte l’incantesimo svanisce.

Le luci  degli alberi di Natale nelle case si spengono. Così le luci nei giardini e sui balconi. Gli addobbi sulle finestre delle scuole vengono tolti. Le luminarie per le vie non verranno più accese.

E un giorno, tornando dal lavoro, sai già che quelle luci, che hanno abbellito le vie del centro, come sono comparse, se ne saranno andate.

E tu dovrai trovare il modo più delicato per dire a tua figlia che il Natale è finito. Che alle persone che incontriamo non deve dire più “buon Natale… d’oro!”. E sí, perché lei in questo periodo non si accontentava di fare i semplici auguri. Tutto era d’oro. Il Natale, il nuovo anno. Persino la befana era d’oro. Complice in tutto questo Rai Yoyo e il programma dedicato ai cartoni con le canzoni dello Zecchino.. d’orooo!!

Vaglielo un po’ a dire che bisognerà togliere l’albero che accendeva e spegneva ogni giorno, il presepe, le calze della “nana” appese sulla porta della cameretta. C’è sempre un po’ di nostalgia quando le feste di Natale finiscono. Quando per l’ennesima volta ti commuovi con La Freccia Azzurra, con quei regali che rischiano di non arrivare, tra la storia di Francesco, Spicciola e la Befana che riesce a fare tutte le consegne nonostante il fuori programma.

Il Natale è come una parentesi ben delineata all’interno dell’anno. Una parentesi che si apre il 1 dicembre e si chiude la sera del 6 gennaio. Un mese che vola tra addobbi, dolci, regali, abbuffate, buoni propositi, auguri seriali sui telefoni a cui puntualmente non rispondi, incontri previsti e imprevisti, cene e pranzi in famiglia, trattati di pace e patti di non belligeranza.

Non c’è niente da fare. Quando le feste finiscono per un attimo torni col pensiero a quando eri piccola. A quando finivano le vacanze e il giorno dopo si tornava a scuola. Un groppo alla gola e quel senso di nostalgia che non ti lascia.

E allora la sera del 5 gennaio, ti soffermi qualche minuto di più dietro al vetro della finestra a guardare quelle luci. E pensi che anche queste feste se ne stanno andando. Poi accenni un sorriso. Istintivamente guardi il cielo. Andiamo al letto. Tra poco passa la Befana.

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