Buon compleanno Elsa. Due anni da quell’appuntamento con la Vita

Di mou. La vita profuma di mou. Due anni da quel giorno che ha cambiato la mia vita. Da quel giorno in cui ci siamo conosciute per non separarci più. Sapevo del nostro appuntamento. Che ci saremmo viste per la prima volta venerdì 15 dicembre.

Sapevo che quello sarebbe stato l’appuntamento più importante della nostra vita. Il momento in cui si conosce una figlia. Il momento in cui si conosce una madre. E da quel momento, quel cordone che si taglia pochi istanti dopo aver visto la luce del mondo, sì, proprio quel cordone, si ricompone. Stavolta invisibile e ancora più saldo. Un cordone tagliato diventa un legame indissolubile. Per sempre. Tutto ha inizio lì. Dal primo respiro da sola. Dal primo pianto. Dal primo contatto. Dalla prima lacrima di gioia di una madre che si confonde con l’odore di buono della vita che ha addosso. Tra le braccia.

Dall’amore viscerale che si sprigiona verso una creatura che un minuto prima avevi dentro di te. Con il cuore che batteva a pochi centimetri dal tuo. E lì che hai la percezione della vita che nasce. Della vita che vive. Nessuno di noi si ricorda cosa è successo quando siamo nati. Nessuno di noi si è reso conto di nascere. Ma quando tua figlia ti respira vicino, così vicino da far confondere il suo respiro con il tuo, quella è la vita! Quella è la vita! E tu profumavi di mou. Un profumo che non dimenticherò mai. Sono già passati due anni da quel giorno. E mentre i primi mesi, nel cuore della notte, ti svegliavi piangendo perché avevi fame, adesso ti svegli e chiami “mamma!”. Amore che succede? Le cose sono due. O chiedi decisa e convinta “gattiii!!” E non è certo un tradimento verso il nostro “bau totto Mojito”, ma è semplicemente il tuo modo per far capire che non hai più sonno e vuoi vedere i 44 gatti, tuo cartone preferito insieme ai Barbapapà. Oppure, ancora più decisa, scandisci Tattatààà!! Tattatààà!! Elsa ti prego, basta!!! Tattatààà!! E di nuovo la tattatà per altre cinque sei volte che vanno ad aggiungersi alle altre dieci già viste durante la giornata. La tattatà. Che in pochi capiranno detta così. Alcuni invece canticchieranno scandendo le sillabe. Una parola che racchiude un mondo. Un mondo che hai iniziato a conoscere e che sembra piacerti molto. 

Stai crescendo. Stai crescendo sotto i miei occhi. Ogni giorno. Sei testarda. Cocciuta. Spericolata. Curiosa. A modo tuo stai imparando a farti capire. A parole. Con i gesti. Quando in casa manchi dalla mia visuale per più di cinque secondi, immagino quello che potresti stare per fare. Tirare la coda o le orecchie al nostro cane, arrampicarti sul letto, entrare dentro la doccia, nasconderti dietro il tavolo per uscire all’improvviso e gridare buuuhhhh. Oppure ti trovo seduta sopra la ciotola di Mojito perché la scambi per il vasino.

Quando stai male, la notte ti guardo. Mi ritrovo a contare gli istanti che intercorrono tra un respiro e l’altro. Ogni giorno è un continuo rincorrere le ore per cercare di viverti più tempo possibile. Mentre ti guardo, ti dico grazie! Che ogni giorno mi fai capire che tutto si può. Guardandoti negli occhi. Tutto è possibile.

Ti guardo, e ti chiedo scusa. Per non essere di più. Per non esserci di più. Per non poter essere tutto. Per non poter essere tutti. Il 15 dicembre di due anni fa pioveva tanto e faceva freddo. Natale per noi era già arrivato. Quest’anno non piove. Tu hai la febbre. Mi tieni stretta. Su Rai Yo-yo iniziano i 44 gatti. Sorridi gridando “gattiiii!!”. Chiudo gli occhi. Ti bacio. Anche quest’anno il nostro Natale è già arrivato. Buon compleanno amore mio.

[A te che hai preso la mia vita, e ne hai fatto molto di più]

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