Non siamo mica sardine – Episodio 4: Ma che ne sanno del pesce di sant’Andrea al di là delle mura? I ricordi di Andrea De Simone

Eh no, proprio no, L’Arenone non è affatto attratto dalla moda del momento e non ha aderito al movimento (??????) delle sardine – che, per la cronaca, non sono una trovata pubblicitaria di qualche armatore di pescherecci intenzionato ad allargare il mercato, ma solo un modo per cantare “bella ciao” in piazza senza prendere la tessera del Pd zingarettiano -, proprio anche no. Perché non è che se de sti tempi parli di pesce devi essere per forza una sardina, diciamocelo, che a noi de L’Arenone manco ci piacciono tanto le sardine e preferiamo gli spaghetti con le vongole o le ostriche con le bollicine. Di bocca buona, direte voi. E ci mancherebbe!

Insomma, noi dell’Arenone in questo fine novembre abbiamo voluto parlare di pesce e abbiamo pensato di chiamare questa rubrica ad alto contenuto di zuccheri “Non siamo mica sardine”. Perché il nostro pesce è fatto di cioccolata ed è il pesce di Sant’Andrea, che contiene tante calorie quanto antica è la tradizione di questo goloso rito. A modo nostro, abbiamo pensato di onorare così un antichissimo culto viterbese, quello del pesce di Sant’Andrea che si rinnova ogni anno il 30 novembre. Lo abbiamo fatto attraverso la voce, le parole e i ricordi di volti noti della vita cittadina che si chiamano Andrea, fino a oggi. E se non vi è piaciuta questa trovata siete sempre in tempo per andare a cantare bella ciao in piazza con le sardine. Ma giù le mani dal pesce di cioccolata, che quello ce lo pappiamo noi coi nostri amici. E ciao adesso.  

 

Concludiamo questa rubrica durata ben 4 giorni con un viterbese doc, legatissimo alle tradizioni, che porta il nome del santo che festeggiamo oggi: ecco i ricordi di Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo. 

Passa sant’Andrea. Ecco la fine di novembre, si avvicina il solstizio d’inverno, le notti si fanno sempre più lunghe e fredde. Già dalla metà del mese le vetrine delle migliori pasticcerie di Viterbo mostrano i “pesci di sant’Andrea”, dolci di cioccolato incartati con una stagnola luccicante e di vari colori.

Arriva la sera del 29 e qui i ricordi volano indietro all’inizio degli anni 80. Bisognava andare a dormire presto, dopo aver lasciato un piattino vicino alla finestra della cucina appena accostata per far entrare sant’Andrea. Il sonno non arrivava, nella speranza di poterlo sentire. Chissà a che ora arriverà proprio da me? Ma ce la farà ad entrare in tutte le case? Ma niente, alla fine crollavo sempre prima che lui entrasse.

La mattina allora sveglia presto, di corsa in cucina, e su un vassoio d’argento due pesci: uno per me e uno per mio fratello. Il mio incartato quasi sempre color oro e di cioccolato rigorosamente fondente. Chiamandomi Andrea c’erano sempre anche un regalo e il calendario dell’avvento da attaccare in camera. Il giorno dopo sarebbe iniziato, finestrella dopo finestrella, il conto alla rovescia per la notte del 24 dicembre. A pranzo non mancava la torta di mele (ancora oggi tra i miei dolci preferiti).

Il giorno di Sant’Andrea faceva iniziare per magia il periodo delle feste di Natale. Eh già, quando le feste iniziavano dappertutto il giorno dell’Immacolata, noi avevamo il “privilegio” di iniziare prima. E allora solo dal 30 novembre si vedevano dai balconi delle case e nelle vetrine le prime luci accese, a casa si iniziava con l’albero e il presepio con tanto di passeggiata sui Cimini a fare il vellutino. Arrivavano le uniche domeniche dell’anno con i negozi aperti e scattava la corsa verso l’Okay. Che magia un supermercato su quattro piani aperto addirittura nei giorni di festa e dove si rischiava di incontrare, udite udite, anche Babbo Natale.

Devo dire che anche oggi a 45 anni suonati il 30 novembre conserva quella magia particolare che mi fa sentire più viterbese degli altri giorni. Sì perché, al di là delle mura, che ne sanno del pesce di sant’Andrea? E mi piace pensare che anche i bambini del 2019 che a 3 anni giocano con il tablet e fanno le video chiamate, possano ancora meravigliarsi se la mattina del 30 novembre troveranno vicino la finestra un colorato pesce di cioccolata. È passato sant’Andrea.

Andrea De Simone

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