Non siamo mica sardine – Episodio 1: Andrea Belli racconta il suo pesce di Sant’Andrea

Eh no, proprio no, L’Arenone non è affatto attratto dalla moda del momento e non ha aderito al movimento (??????) delle Sardine – che, per la cronaca, non sono una trovata pubblicitaria di qualche armatore di pescherecci intenzionato ad allargare il mercato, ma solo un modo per cantare “bella ciao” in piazza senza prendere la tessera del Pd zingarettiano -, propio anche no. Perchè non è che se de sti tempi parli di pesce devi essere per forza una sardina, diciamocelo, che poi a noi de L’Arenone manco ci piacciono tanto le sardine e preferiamo gli spaghetti con le vongole o le ostriche con le bollicine. Di bocca buona, direte voi. E ci mancherebbe!

Insomma, noi dell’Arenone in questo fine novembre vogliamo parlare di pesce e abbiamo pensato di chiamare questa rubrica ad alto contenuto di zuccheri “Non siamo mica sardine”. Perché il nostro pesce è fatto di cioccolata ed è il pesce di Sant’Andrea, che contiene tante calorie quanto antica è la tradizione di questo dolce rito. A modo nostro, abbiamo pensato di onorare così questo culto viterbese, quello del pesce di Sant’Andrea, che si rinnova ogni anno il 30 novembre. Lo facciamo attraverso la voce, le parole e i ricordi di volti noti della vita cittadina che si chiamano Andrea, da oggi fino al 30 novembre. E se non vi piace questa trovata fate sempre in tempo ad andare a cantare bella ciao in piazza con le sardine. Ma giù le mani dal pesce di cioccolata, che quello ce lo pappiamo noi coi nostri amici. E ciao adesso.  

Il primo amico che ci asseconda in questo memoriale ittico-cioccolatoso è Andrea Belli, presidente di Ance Viterbo, di mestiere imprenditore e runner per passione.

Andrea Belli (foto: Corriere di Viterbo)

Mi chiamo Andrea come tanti nati negli anni 70. Il chiamarsi Andrea nella città di Viterbo però imprime un sapore speciale alla scelta che i miei genitori fecero ormai 49 anni fa. Il nome che porto, infatti, è legato ad una bellissima tradizione che è quella del pesce di cioccolato, che il 30 novembre attendevo con ansia da bambino e che, una volta diventato padre, ho vissuto e continuo – nonostante i figli grandi – a vivere con eguale emozione. Il donare il pesce è un gesto che rappresenta una delle fantastiche tradizioni della nostra terra, che ci fanno sentire orgogliosi del nostro essere viterbesi. Provenendo io da una famiglia contadina, penso che queste tradizioni debbano essere tramandate, nonostante le mille distrazioni dell’odierna modernità. Quindi anche quest’anno sono pronto per perpetuare il rito del piatto fuori alla finestra, sperando che Sant’Andrea porti anche a me il pesce di cioccolata come succedeva tanti anni fa. 

Andrea Belli

 

 

 

0Shares
Commenti disabilitati su Non siamo mica sardine – Episodio 1: Andrea Belli racconta il suo pesce di Sant’Andrea