A te e famiglia. Quando il Natale arriva in anticipo

A te e famiglia. Dite la verità. A qualcuno avete già dato questa risposta. E se avete già dato questa risposta significa che qualcuno ha già avuto il coraggio di dire: “Se non ci vediamo prima, Buon Natale!” Che non sarebbe poi così del tutto fuori luogo. Basta farsi una passeggiata per il centro (o anche fuori) e vedere vetrine in versione natalizia e luminarie già collocate lungo le vie, pronte per essere accese e annunciare l’arrivo delle prossime feste.

Basta accendere la tv e le pubblicità già ti ricordano che A Natale puoi. Già. “A Natale puoi, fare tutto quello che non puoi fare mai”. Ok. A Natale però. Mica a metà novembre. E poi ci sta già chi ha fatto l’albero di Natale. E non parlo di negozi che vendono articoli natalizi. In casa, intendo. 

A proposito invece di Natale in anticipo nei negozi, fino a due anni fa, in città, sapevamo che a ottobre arrivava il Natale a via dell’Orologio Vecchio. Un piacevole appuntamento che purtroppo non potrà più rinnovarsi. Una via che oggi, a dirla tutta, avrebbe bisogno più di una Pasqua di resurrezione. Anche nel rispetto di quei pochi coraggiosi commercianti che hanno la propria attività. Ma questa è un’altra storia. E quest’anno sono ricomparse le luminarie. Dicevamo del Natale a via dell’Orologio Vecchio. Fino a due anni fa non era Natale senza gli addobbi dell’atelier di Sergio Milioni.

Intorno al 20 ottobre c’era l’opening. L’inaugurazione di un luogo magico, incantato. Un’atmosfera che ti rimetteva in pace col mondo. Oggi manca terribilmente. Il Natale in via dell’Orologio Vecchio. Ma a mancare è soprattutto l’eleganza di un artista come Sergio e la sua arte di allestire e vestire il Natale.

È già Natale anche nei supermercati.

Ogni anno si comincia prima a vedere i panettoni sugli scaffali. In molti si chiedono se tutto questo Natale in anticipo sia un po’ fuori luogo. Dico la verità. A me non dispiace.

È sicuramente un segnale forte che ci ricorda che i tempi sono cambiati e che continueranno a cambiare.

Quando ero piccola l’albero in casa lo facevamo l’8 dicembre.

Si usava così nella maggior parte delle famiglie. Al negozio, i miei genitori, l’albero lo facevano un paio di giorni prima, tipo il 6 dicembre, insieme alla vetrina natalizia.

Il Natale durava un mese. Dall’8 dicembre al 6 gennaio. Il giorno della Befana si riponeva tutto. Nostalgia compresa per le feste finite. In attesa di ritirare fuori scatole, scatoloni e scatolette per il Natale successivo, l’8 dicembre o al massimo il 7, per svegliarsi con l’albero e il presepe già pronti il giorno dell’Immacolata. Ho letto che una persona che tira fuori gli addobbi di Natale in anticipo è una persona felice.

Il Natale è una festa che ci riporta a quando eravamo bambini. Non lo dico io, lo dicono gli esperti eh! Ci fa riscoprire il fanciullo che è in noi.

Steve McKeown, psicologo e fondatore della McKeown Clinic, ha spiegato che immergersi nell’atmosfera del Natale fa mantenere i contatti con il bambino che è in noi, facendo sembrare più lontani le responsabilità e i problemi della vita adulta.

“In un mondo pieno di stress e ansia – spiega lo psicologo – la gente associa ciò che è correlato al Natale alla felicità, evocando forti sentimenti legati all’infanzia. Le decorazioni sono semplicemente un’àncora alle emozioni e all’eccitamento di quando eravamo bambini”.

E ci può stare. Evidentemente abbiamo un po’ tutti bisogno di ritrovare un po’ di quel fanciullo che vive dentro di noi e che di tanto in tanto si fa sentire.

Sarà allora quello spirito fanciullesco che è in me, che ogni anno, puntualmente, mi fa dimenticare di metter via qualcosa del Natale appena trascorso. Una decorazione, un oggetto. Lo scorso anno ho dimenticato il cappellino natalizio indossato dal mio cane per la consueta foto della vigilia.

Una specie di dimenticanza freudiana. Una dimenticanza inconsciamente voluta per far rimanere un po’ di Natale tutto l’anno.

E comunque, fanciullino o non fanciullino, dopo Santa Rosa, arrivare a Natale è un attimo. Un attimo che arriva ancora prima delle luminarie che vediamo in giro in questi giorni.

Funziona ormai così. È fisiologico. E nell’attesa che arrivi davvero il 25 dicembre, quel bambino che è in noi ha già iniziato a scrivere la sua letterina a Babbo Natale, convinto che quest’anno passerà davvero.

0Shares
Commenti disabilitati su A te e famiglia. Quando il Natale arriva in anticipo