Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

‘Tralummescuro’ di Francesco Guccini.

Inizi a leggere questo libro ed entri in un mondo quasi magico. Fatto di boschi tra i monti dell’Appennino abitati da animali e ricchi di corsi d’acqua.
Alcuni paesi non lontani tra loro sono collegati solo da sentieri da percorrere a piedi.

Francesco Guccini conosce questi luoghi fin dall’infanzia e li descrive nella lingua del posto, un curioso dialetto tra il Toscano e l’Emiliano. Un dizionaretto finale spiega ogni parola e anche la pronuncia.

Il paese di riferimento è Pavana. Il luogo del cuore dell’artista. 491 metri, frazione del comune di Sambuca pistoiese in provincia di Pistoia. Vi nacque il padre che, dopo una parentesi modenese, tornò a viverci definitivamente negli anni della piena maturità.

Non voglio soffermarmi sul contenuto del libro. Non si può spiegare con parole la poesia allo stato puro.
Il messaggio complessivo è permeato di malinconia, con una vena sottilissima di speranza (io lo leggo così).

Infatti il titolo completo del libro è Tralummescuro, ballata per un paese al tramonto.
Tralummescuro è l’ora in cui il sole è calato quasi del tutto, ma non è notte. Un momento magico tra i boschi .
Ma non solo.
Dopo aver raccontato quei luoghi facendo ricorso ai suoi ricordi e a quelli dei suoi nonni, Guccini con amara ironia osserva che oggi tutto è cambiato. Il paese e i dintorni sono spopolati, quasi disabitati. I villeggianti che in estate popolavano i paesi dell’Appennino hanno preferito la Riviera romagnola. Interessanti tutte le volte che Guccini confronta i tempi odierni con quelli passati.

Il mulino vicino al torrente che macinava grano, castagne e tutti i cereali che potevano servire all’alimentazione di allora, è inattivo ma si oppone fieramente alla decadenza.
Le vecchie sulla porta delle umili case non si affacciano più a parlare tra vicine. Non si balla nei giorni di festa sulla pista all’aperto realizzata alla bell’e meglio.

Ma c’è una tenue speranza?

Io ce l’ho letta: che questi luoghi tornino a vivere. Che le urla dei bambini che giocavano nelle stradine dei borghi si alzino di nuovo gioiose. Che gli uomini che tornano dal lavoro la sera ripopolino le osterie .

A volte le parole non bastano a descrivere la bellezza.
Questo è il mio caso. Sono stata presa dalla poesia di questo libro.

Buona lettura.

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