Il profondo senso di tristezza per quella mancanza di rispetto a Liliana Segre

Io le strumentalizzazioni le ho sempre odiate, e anche la caccia alle streghe quando le streghe non ci sono. Mi urtano da morire gli attacchi beceri, sia che a riceverli sia Giorgia Meloni, sia Virginia Raggi.

 Pertanto mi infastidiscono da morire le accuse di “fascismo” a chi ha un pensiero diverso dal proprio, specie se questo pensiero nasce, vive e cresce a destra. Specie se poi sono gli italiani stessi che votano a destra: l’Umbria docet, è la democrazia baby, prendere o lasciare (e magari emigrare in un posto bello bello in modo assurdo, tipo la Turchia di Erdogan).

Mi infastidiscono le proposte di legge – quelle sì, di stampo illiberale – per cancellare le testimonianze di un passato che fa parte della storia del nostro Paese. E mi viene da ridere amaramente al pensiero di come si potrebbero mai cancellare l’Agro Pontino, o l’altare della Patria (ispirato all’altare di Pergamo – ho detto Pergamo, non Bergamo! -, ma non c’ho voglia di spiegarvi cosa sia), i Fori Imperiali, o Corso Francia. Parlo, ovviamente, del buon (si fa per dire) Fiano e affini, per intenderci.

Insomma, mi pare di aver chiarito bene come la penso al riguardo. O da quale estrazione culturale io provenga. Ho, però, l’assoluta necessità di fare un distinguo. Di dire che, parafrasando Mara Carfagna, “la mia destra non avrebbe mai mancato di rispetto a Liliana Segre”. Non dico tanto l’astensione voto sulla commissione (che, sia ben chiaro, per me serve a poco o a niente), la quale ci poteva a mio avviso anche stare, ma la mancanza di rispetto. Verso una donna che l’odio lo porta tatuato sulla pelle e nell’anima ma che ha il coraggio di predicare amore.

E’ più forte di me, io questo modo di fare non lo concepisco. Né che venga da destra, come purtroppo accaduto l’altro giorno, né da qualsiasi altro lato del Parlamento, del web o del sistema solare. Mancare di rispetto alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’olocausto e ai campi di sterminio nazisti e oggetto quotidiano dell’ira dei sempre più numerosi webeti con la bava alla bocca, è per me semplicemente inaccettabile. E mi suscita un enorme senso di disgusto. E una sensazione di profonda e infinita tristezza.

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