Non lo so come fate a convivere con la vostra disumanità

Io non lo so come ci riuscite, davvero. Come fate a non sentirvi morire un po’ anche voi di fronte ad una madre che muore affogata a poche miglia da Lampedusa abbracciata al proprio figlio.

Una madre che per quella creatura desiderava solo una vita migliore, una madre che non aveva scelto di nascere in un paese tanto disgraziato e povero, e che voleva solo un’opportunità per sé e per il suo bambino.  Una madre che di fronte alla violenza, dei trafficanti e del mare, ha deciso di non lasciarlo andare, quel figlio per cui desiderava una vita felice e dignitosa, e che ha scelto di morire abbracciata a lui. Per restare insieme oltre l’orrore, oltre la fine. Per non sentirsi sola e non farlo sentire solo mentre l’ultimo soffio di vita scivolava via. Non lo so come fate voi, perché io che sono madre e ho due bambini sani, felici e nati in una parte del mondo dove non si deve lottare per sopravvivere, mi sento morta dentro pensare a quella madre, a quelle madri e ai loro figli con lo stesso destino di morte tra le onde. Non lo so come riuscite a dire “se la sono cercata, due di meno”. Non lo so come fate a convivere con la vostra disumanità. E non mi viene da scrivere nient’altro.

 

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