Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

Dopo aver letto tanti suoi articoli sul ‘Corriere della sera’ e allegati vari, mi è capitato, non per scelta, ma per caso di imbattermi nei suoi libri, tre. In rapida successione ho iniziato con’L’altra’, ho proseguito con ‘Le stelle di capo gelsomino’ e poi ‘Il vento non lo puoi fermare’.
E’ stato un piacere avere tra le mani queste libri dalle copertine bellissime, anche quelle fanno la loro parte.
In questa caldissima estate sono state il mio refrigerio mentale.
Nel senso che sono freschi e non obsoleti (premio banalità). C’è tanta Sardegna nelle storie che racconta, in un modo o nell’altro. Nell’ultimo romanzo elencato di più che nei precedenti.
La Serra è nata in Sardegna e questa terra è presente in maniera viscerale. Odori, colori, sapori, il vento, l’aria, il mare, la sabbia, tutto.
Non sono stata mai in Sardegna e sono rimasta affascinata dalle descrizioni di luoghi bellissimi, non sempre citati con il loro vero nome, però.
Il vento non lo puoi fermare è in gran parte ambientato a Cagliari, descritta in più momenti nelle vie chiese e bastioni mura e fortificazioni.
Molte persone potrebbero amare questi suoi romanzi. La sensibilità, non sbandierata, l’empatia decisa, ma composta, prendono il lettore e lo coinvolgono.
Il più intenso dei racconti è ‘Il vento non lo puoi fermare’. Un ragazzo cagliaritano, Elias, il figlio che tutti vorremmo, una sera investe fatalmente una donna che a causa di ciò muore. Elias, non è ubriaco, non è drogato, canta in un coro, studia, non bestemmia, è gentile. Molto legato a mamma e papà, ha molti veri amici e una ragazza splendida per la quale prova amore, ancora non espresso, ma ricambiato.
Ma Elias si sente in colpa in modo totale, profondo, senza speranza e senza che nessuno o nessuna cosa possano sollevarlo da questa condizione.
Si chiude nella sua stanza, in camera sua e rifiuta i rapporti con i suoi genitori, gli amici e con la sua Violetta.
Si sente un assassino, è ossessionato dal pensiero della bimbetta, figlia della donna che ha investito e del marito. Dopo due anni riesce ad uscire dalla stanza.
Dovrà passare altro tempo per poter uscire di casa ed andare a chiedere perdono ai famigliari della vittima. Sconta anche la breve pena ai domiciliari, ma tanto se li era già inflitti da solo, e ben più lunghi. Due anni chiuso in casa!
La decisione di andarsene da Cagliari, dalla Sardegna è molto dura, ma è la sola scelta che si sente di prendere.
Mi fermo rigorosamente sperando di incuriosire i lettori di ‘Pizza e fiki’. Per me il libro merita.
Dedico questa recensione ad Alessandra, che proviene da quella bellissima terra che è la Sardegna.
Buona lettura e leggendo… Meditate.

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