Samara Challenge anche nella Tuscia, ovvero l’ennesima dimostrazione di quanto Darwin facesse uso di droghe pesanti

Che poi diciamoci la verità: chi, da ragazzino, non ha fatto il coglione con gli amici simulando in mezzo alla strada un incidente col motorino per far fermare gli automobilisti che passavano per caso e poi farsi una cretina e puerile risata? Mi auguro che almeno lo abbiate fatto voi milioni di lettori di questo blog più grande del sistema solare, e se non lo avete fatto mi dispiace per le vostre anime integerrime, perché la goliardia divertente di quegli anni verdi, anche stupida e infantile, è quanto di più bello si possa serbare nei ricordi crescendo.

Detto ciò, dalla goliardia sciocca di quando sei ragazzino alla più consapevole volontà di nuocere al prossimo da più grande il passo sembra divenuto breve. Un conto, infatti, era essere bambinetti un po’ deficienti in buona fede, per gioco, senza voler veramente fare male a nessuno (pure se il rischio che qualcuno scendesse e ti prendesse a mazzate c’era anche prima). Un conto è invece ingegnarsi da grandi con costumi da zombie e mirare allo scoppio delle coronarie di qualche malcapitato passante solo per seguire una moda da decerebrati. La moda, nella fattispecie, sarebbe quella del Samara Challenge, dal nome della protagonista del film horror The Ring, Samara appunto: si indossano una veste bianca e una lunga parrucca di capelli neri che copre il viso e si va in giro di notte con in mano un bambolina e un coltello, vero o finto, a spaventare le persone in luoghi isolati o ai bordi delle strade, possibilmente non illuminate. Roba da far venire davvero un infarto a qualcuno, nella peggiore delle ipotesi. O, nella migliore, roba da finire linciato con una scarica di botte da parte della “vittima” di turno che, se sopravvive allo spavento, si incazza e picchia a morte l’emulo di Samara. E vagli a dare torto, poi.

Entrambe circostanze, queste, verificatesi nella realtà anche in diverse zone del nostro Paese, dove sono decine i casi segnalati della moda deficiente del momento, che uno poi si chiede sti giovani perché non si dedichino più al sano sfogo sessuale come una volta, o almeno a pratiche onanistiche meno rischiose… Poteva in questo prestigioso contesto internazionale fare eccezione la Tuscia? Certo che no: noi qui siamo refrattari a qualsiasi cosa ben fatta, però le cazzate ci piacciono parecchio, tutte. Ed ecco che spuntano come funghi (ma i fungi sono meglio, allucinogeni e non, e sarebbe pure ora che scappassero fuori davvero, che l’autunno eccolo) segnalazioni di un/a novello/a Samara sui Cimini, tra Canepina e Vignanello, intento a farsi un giro ai giardinetti e alla stazione qualche notte fa. Che già che c’era poteva fare anche un giretto sulla Roma Nord: nel tempo che ci avrebbe impiegato ad arrivare alla Capitale i capelli gli sarebbero diventati tutti bianchi e avrebbe potuto giocare a sembrare Zio Tibia. Almeno lui era simpatico.

Insomma, poteva sta terra sfigata salvarsi dall’ennesima dimostrazione del fatto che quel fallito di Darwin si faceva continuamente le pere con la colla Coccoina (quella che profumava di mandorle)? Certo che no. E allora niente, c’è da augurarsi solo che l’asteroide, quando sarà, abbia buona mira.

 

 

 

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