Lettera anonima al sindaco di Bagnoregio

Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili ha ricevuto una lettera anonima.

Alcune testate on line hanno riportato la notizia presa dalla pagina Facebook del primo cittadino teverino.

“Mi è stata recapitata stamani una lettera anonima – scrive Profili – Il coraggio non si compra, la storia non si cambia, so che il bel lavoro che abbiamo fatto da fastidio a chi seduto davanti ad un computer e giudica. Andiamo avanti, sono altri forse che devono avere paura delle manette, un sorriso!”

Nel post anche la foto di una parte della lettera. “A questo punto, spero vivamente che l’ erosione di Civita di Bagnoregio, si acceleri e che presto sprofonda almeno cento metri sotto terra. Mi dispiacerebbe per l’ antico borgo, ma almeno si vedrebbe porre la parola FINE a tutta questa disonesta speculazione , che cerca di fare “cassa”, addirittura sulle pisciate dei malcapitati turisti.

E lei, caro sindaco – continua l’anonimo – penso sia giunta l’ ora di dimettersi. Spero che presto le scatteranno ai polsi le manette, perché se è disonesto nell’ amministrare Civita di Bagnoregio, non oso immaginare di cosa sia capace, nel mettere le mani su altri proficui interessi, nel territorio del Comune che mal amministra.”

Questa la parte della lettera che il sindaco Luca Profili ha voluto rendere pubblica.

Poco importa quale sia il contenuto. L’anonimato scredita qualsiasi tipo di veridicità. Se ci sono problemi è bene affrontarli a viso aperto. Sempre. Oltre ad essere irrilevante per il destinatario e per la cosa pubblica, parlare in anonimato, è irrispettoso nei confronti di chi fa onesta e sincera opposizione.

Ogni cittadino può informarsi, opporsi e protestare liberamente. Fa parte dei diritti costituzionali. Dall’altra parte, dalle piccole alle grandi amministrazioni, ci deve essere apertura e disponibilità.

Generalizzando, oggi si preferisce demonizzare a priori ancor prima di informarsi e provare a capire. Se nell’epoca delle leggi sulla trasparenza siamo ancora ridotti a lettere anonime e notifiche Facebook allora c’è qualcosa di sbagliato. Una mancanza di confronto tra cittadini e amministrazioni per colpa di entrambe le parti.

Entrando nello specifico, la lettera parla di manette. Se il mittente avesse le basi passerebbe direttamente alla denuncia. Più concreta dell’invocazione di catastrofi naturali a suon di virgole e spazi gettati a cazzo tra le parole e dubbie coniugazioni.  Stessa cosa per quanto riguarda l’immediata risposta del sindaco. Se sono “altri forse che devono avere paura delle manette” allora meglio togliere ogni dubbio e, da buon rappresentante delle istituzioni, indicare fatti e nomi a chi di competenza.

La speranza è che gli “altri” siano mafiosi, stupratori e assassini a piede libero perché, dal punto di vista della comunicazione, sembra di essere di fronte a un mirato scambio bidirezionale.

Rispondendo con vaghezza si rischia di abbassare ancor più le luci.

E’ verosimile che quella del sindaco sia stata l’umana reazione a quella che è un un’espressione della più becera inciviltà e che altera la sensibilità di chiunque ne sia vittima.

Siamo uomini prima di ogni altra cosa. La base della convivenza civile è il rispetto reciproco.

Con la speranza che non riceva più attacchi personali e che le autorità facciano luce sulla vicenda, esprimo solidarietà al sindaco Luca Profili.

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