Spiaggia libera tutti: come i signori degli hamburger e il Vaticano portano i bimbi malati al mare

Per settimane quando la mia bambina è stata ricoverata al Bambin Gesù di Palidoro, ogni tanto mentre dormiva io mi mettevo in finestra a guardare il mare. Qualche volta nei rari momenti di libertà sono anche scesa di sotto, attraversando il cancello che dal parcheggio dell’ospedale porta alla spiaggia, per una passeggiata.

Era l’inizio della primavera, il clima non ancora mite, ma io amo da sempre il mare fuori stagione e mi sentivo bene. Libera, in pace, nonostante i pensieri, nonostante le preoccupazioni. Mentre ero lì più volte ho pensato che sarebbe stato bello per i piccoli pazienti di Palidoro, vista la vicinanza dell’ospedale alla spiaggia, potervi accedere per respirare l’aria del mare. Per sentirsi anche loro magari rigenerati da una passeggiata tra sabbia e spruzzi. Che poi, lo sanno tutti, il mare fa bene, è terapeutico anche e soprattutto per l’umore. Ad ogni età.

Devono avere avuto lo stesso pensiero anche in Vaticano, e forse anche un po’ più su, più in alto. Insieme a quelli del Mc Donald’s, che con la Fondazione per l’infanzia Ronald Mc Donald’s da anni si occupano di garantire accoglienza e sostenibilità ai bimbi ricoverati negli ospedali di tutto il mondo – realizzando strutture, Casa Ronald, che consentano ai genitori dei piccoli degenti di soggiornare in maniera confortevole e gratuita al fianco dei propri figli -, grazie proprio alla collaborazione tra la multinazionale degli hamburger e il Bambino Gesù, a ridosso dell’ospedale in via della Torre di Palidoro a Fiumicino è stata inaugurata nei giorni scorsi una spiaggia inclusiva. Una spiaggia dotata di tutte le attrezzature necessarie per accogliere disabili e bimbi ricoverati. L’iniziativa si chiama “Spiaggia libera tutti” e ha come obiettivo quello di consentire agli ospiti della Casa Ronald e ai bambini in cura a Palidoro di trascorrere del tempo di qualità, respirando l’aria di mare e passando qualche ora spensierata in famiglia.

Grazie a speciali passerelle, i bimbi con disabilità possono arrivare sul bagnasciuga e anche in acqua, superando ogni barriera architettonica e ogni stereotipo. E magari anche loro si sentiranno più liberi e anche un po’ felici. Perché di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.

La cattiva ragazza

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