Sebastian Vettel e una rimonta che rimarrà nella storia della F1

Hokenheim, Gran Premio di Germania, è la corsa al centro del campionato di Formula 1.

Proprio quella tappa, lo scorso anno, aveva segnato l’inizio del declino del campione. Sebastian Vettel. In lotta per il titolo mondiale, stava dominando la gara di casa. Poi l’uscita di pista e la macchina che si infrange contro le barriere. Rabbia e delusione. Vittoria sfumata e una serie di errori che hanno caratterizzato la seconda parte della stagione.

Quattro volte campione del mondo, ancora uno e avrebbe raggiunto il rivale Lewis Hamilton. L’inglese e Mercedes stanno però vivendo un’epoca d’oro e, dopo il quinto campionato consecutivo, vanno spediti verso il sesto.

L’ultima vittoria di Sebastian Vettel risale al Gran Premio del Belgio, il 26 agosto 2018. Troppo tempo senza vincere. La Ferrari SF90 fino ad oggi non è sembrata in grado di competere con la Mercedes. Lo scorso anno era possibile. Da lì il rammarico. La paura di non riuscire e lo spettro dell’ultima occasione. Suoi i mondiali 2010, 2011, 2012, 2013. Poi è l’era del suo rivale: 2014, 2015, 2016, 2017, 2018.

I piloti vanno e vengono e dopo l’esordio del giovanissimo Verstappen di qualche anno fa, il circus si sta riempiendo della generazione Play Station. Quelli che quasi non distinguono simulatori da macchine reali. Maledettamente veloci e determinati. Norris, Albon, Russell. Poi c’è lui, Charles Leclerc. Secondo anno in F1 e già in Ferrari. 21 anni, freddo, preparato, abile e pronto a svernvicaiare anche il veterano compagno di squadra in qualsiasi momento. Lui è Il predestinato e arriva in nome di una generazione che spazzerà via la vecchia.

Ora sembra cambiare tutto e troppo velocemente. Eroppo spesso Vettel si trova dietro. Il tempo passa e i risultati non arrivano. Sebastian deve fare i conti con se stesso. Con la sofferenza e la solitudine del campione. Criticato, dato per bruciato. Troppi errori e una continua voglia di rivincita rimandata sempre alla gara successiva. Il tempo che lo separa da quei mondiali vinti con la Red Bull diventa un macigno sempre più grande che oscura i suoi pensieri e le sue prestazioni.

Ed eccoci. Hokenheim 2019. Undicesima prova della stagione. Dopo aver dominato le prove libere le Ferrari cadono in qualifica. Problema alla macchina per Vettel in Q1. P20, partirà ultimo. Problemi anche per Leclerc in Q2, è P10.

Rosse ultima e decima in griglia di partenza.

Un disastro.

Ma è Formula 1. Uno sport è fatto di grandi campioni e grandi macchine. Di mondiali vinti e di grandi duelli. Di problemi meccanici, secondi rosicchiati nei pit stop. Intuizioni, strategie…

A volte succede che è una corsa rimanga nei ricordi degli appassionati. Raramente ma, quando succede, un Gran Premio divente storia più di una manciata di campionati vinti consecutivamente.

Questa è la gara di Sebastian Vettel che dalla ventesima arriva alla seconda posizione.

Domenica 28 luglio. Hockenheim, un anno dopo quel maledetto errore. Dopo il giro di formazione si continua a girare dietro la Safety car. La prassi dopo la pioggia. La pista è ok, si parte. Al via riesce a guadagnare posizioni. Poi incidenti, Safety car e di nuovo pioggia. Incertezza, continui cambi gomme e una giostra di pit stop che sembra portare indietro nel tempo. Fuori Leclerc per un’uscita all’ultima curva (un errore costato una probabile vittoria), fuori dai giochi anche Hamilton nella stessa curva. Vettel è intorno alla decima posizione. Anche Valteri Bottas con la Mercedes commette un errore e va a muro. Tutti contro quelle barriere, lì dove un anno fa era solo.

Il box Ferrari non sbaglia niente. Strategie perfette e un Vettel preciso e concentrato. Testacoda anche per Max Verstappen che, partito secondo, riesce a riprendere la sua Red Bull e portarla sul primo gradino del podio. Mancano due giri al termine. Vettel è quarto, vede e sorpassa Stroll con la Racing Point. Poi Kvyat con la Toro Rosso (anche lui protagonista di una gran rimonta).

E’ secondo.

I sorpassi sono accompagnati da boati del pubblico che superano anche il rombo dei motori in pista. Nessuno si è dimenticato del campione e tutti sono lì ad acclamarlo. Energia pura che alleggerisce quel macigno e fa volare la sua Ferrari. Il campione arriva secondo dopo una delle gare più belle di sempre.

Da ventesimo a secondo, nella sua Germania. E’ l’eroe di casa.

Nella peggiore posizione, l’ultima. Nella peggiore delle condizioni, incertezza e pioggia. Dove solo un campione può fare la differenza.

Questo non sarà il suo mondiale e la vittoria non è ancora arrivata. Ma è stato lui, Sebastian Vettel, il protagonista di una rimonta che rimarrà per sempre nella storia della Formula 1.

Gara epica, spettacolare. Il campione l’ha resa indimenticabile.

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