In viaggio verso Isengard. Con breve sosta all’Ipercoppe

Sabato e domenica Viterbo si veste da nuova Terra di mezzo tolkeniana. Che cul(t)o

Se fosse stata una cosa solo keniana probabilmente avremmo assistito ad una corsa podistica sulla lunga distanza. Magari giù al Camposcuola.
Se invece si stesse ragionando di una cosa prettamente gastronomica, magari per ricordare l’anima rurale del comprensorio e soprattutto di chi di certe cose ci campa (…), forse si sarebbe virato su “Il signore degli agnelli”. Che è pure un titolo acchiappone e la gente a cena ti ci viene sicuro.
E invece niente. La cosa è tol-keniana. Cioè che si rifà a Tolkien. E quindi pure al suo ridondante “Signore degli anelli”. Mattone cult croce e delizia di ogni santo cristiano che “col ciufolo che me leggo i libri che so alti du metri all’uno, però te porto al cinema a vedè li film”. Che so’ più lunghi dei libri ma lo scopri solo dopo.
In pratica la faccenda è che esiste addirittura una Società tolkeniana italiana (poi dice la disoccupazione…). E che quelli del Comune j’hanno pure dato retta. Sia loro che l’Ateneo tradizionale mediterraneo (pure questo lo sentiamo dire per la prima volta, ma solo perché siamo ignoranti noi nel profondo. In superficie invece siamo solo superficiali).
E comunque in sostanza questo bel trittico di teste organizzanti ha messo in piedi questa cosa qui che si chiama proprio “In viaggio verso Isengard”. Piccola precisazione: Isengard non è un difensore brindellone danese scarso come un indiano qualsiasi venduto al chilo all’Inter da un presunto procuratore portoghese che in cambio gli ha però piazzato quel rottame di Icardi e soprattutto la Wanda-gastrica in Cina. No. Isengard sarebbe invece una fortezza di Arda. Situata sull’estremità meridionale delle Montagne nebbiose al confine nord-occidentale della regione di Gondor.
Tutto chiaro, no? In pratica è tipo la Palanzana. Ma più tetra e con più nebbia.
E che si fa a Isengard? Direte voi. Convegni, dibattiti e presentazioni (de che?). Giochi di ruolo, mostre di quadri e diorami. Che non è una bestemmia bucolica bensì “un insieme di vedute dipinte che (…) danno allo spettatore l’illusione di un panorama naturale nelle varie ore del giorno”. Io questa non l’ho proprio capita, lo ammetto. Manco dopo averla cercata.
In più a Isengard si suona musica. Sabato tocca gli Ixia e domenica ai The share. Il tutto nella splendida cornice del quartiere medioevale di San Pellegrino. Che alla fine Medioevo e Tolkien so’ sempre andati abbastanza a braccetto. E se ci schiaffi in mezzo pure due scazzottate di Ludika e quattro vestiti della processione (che a agosto con quel vellutino l’ascella pare uno stagno) il contorno è bello che assicurato.
Non sappiamo dirvi molto altro su questa gaudiosa manifestazione. Ma volevamo comunque darvi la notizia e poi siamo certi che su internet se siete interessati troverete un po’ tutto.
In chiusura però un consiglio ve lo giriamo volentieri. Soprattutto se venite da fuori (parecchio) tipo Bilbo quando s’è fatto quella scarpinata lì insieme a quello ciccione e quell’altro sonato.
– Se venite in auto potete abbandonare ogni speranza sulla Cassia. Occhio alle buche che dentro ci sono gli orchi che fabbricano altri orchi e se li acciaccate si incazzano e chiamano l’orco quello più grosso e brutto col naso schiacciato.
– Se venite a piedi ricordatevi di mettervi il mantello che rende invisibili così nessuno vi darà fastidio (da togliere in caso di selfie però). Fermo restando che qualche camioncino potrebbe comunque affettarvi all’altezza del Comune. La terra di nessuno, più che di mezzo.
– Se venite in treno partite adesso che già è tardi. Il vagone consigliato è quello della Roma nord che è velocissimo e anche comodo. Non dimenticate di portare parecchio pan di via o pane degli elfi. Ma se lo dimenticate c’è comunque Biscetti aperto, però solo la mattina. La stazione dove prendere il treno è quella del Flaminio, a Roma, binario 9 e 3/4. Ah no, giusto. Quello era Harry Potter.

In bocca all’uro. In culo alla falena. Salutate Frodo. E mi raccomando l’anello. Anzi, il semi-anello. Che finisce con una rotonda su a via Genova.

0Shares
Commenti disabilitati su In viaggio verso Isengard. Con breve sosta all’Ipercoppe