InstaCotral. Un viaggio tra servizio pubblico e ironia

I social sono da prendere con le pinze. Arriverà il giorno in cui sarà necessaria una specifica patente per poterli utilizzare. Per ora meglio godersi lo spettacolo. A volte è come andare allo zoo, quel triste intrattenimento fatto di animali costretti in gabbie lontani dal loro habitat naturale.

E’ ancora più triste considerare che i social, invece, sono invasi da uomini. E che questi uomini sono anche liberi. Sì, veramente.

Così, mentre si parla male di questo o di quello. Tra un like, un cuoricino, grasse risate e brucianti incazzature si finisce per analizzare il virtuale bottino giornaliero volto a gonfiare a dismisura la nostra auto considerazione. In mezzo alla giungla, lì dove gli uomini sono tornati, ecco che sbuca la pagina geniale.

Per chi è perennemente in cerca di piccole perle consiglio di fare un salto sulla pagina Instagram buscotral. Circa 30 mila follower. Dal punto di vista social si può dire che la società dei trasporti abbia trovato la chiave giusta per confrontarsi con gli utenti. Quando si parla di trasporti appaiono solo cose negative. E’ normale. Nessuno scriverà mai che quel treno o quell’autobus è arrivato puntuale o che si è affrontato un viaggio gradevole o che il sedile era perfettamente tirato a lucido. Si parla di ritardi, guasti, disagi e quanto altro. Tutto il lato negativo che si gonfia a dismisura oscurando tutto il resto.

Quindi il reparto comunicazione di un’azienda di trasporti deve avere una marcia in più per bilanciare e rilanciare. La pagina buscotral parte dalle basi dell’Urp. Informazioni fondamentali come orari, sostituzioni, costi, rinnovi, cambiamenti… per arrivare alla documentazione della quotidianità. Instagram è il regno delle immagini e il racconto avviene attraverso le foto degli autobus e dei loro dettagli con il social media manager pronto a descrivere ogni situazione. Sono gli autobus a raccontare la storia. La loro e quella delle persone che ospitano. Quello che emerge con forza è la valorizzazione della cosa pubblica e l’intento di stimolare il senso civico dell’utente. Da qui la genialità. Chi gestisce buscotral è entrato in pieno in questa epoca comunicativa usando quell’infallibile chiave ironica che arriva sempre e a tutti. Ironia (quella vera) e autoironia (merce rara). Un sarcasmo che descrive, denuncia e fa riflettere col sorriso e con spirito positivo. Spesso deve parlare a giovani che, sicuramente, rappresentano la grande fetta del pubblico Instagram. Si sa, Facebook è dei vecchi e dei bambini. Buscotral non esita ad attingere ai loro must per creare dei veri e propri contest interni come Cotral Things e Game of Cotral. C’è anche Smart Writers Cotral dove gli utenti possono scrivere i loro pensieri e messaggi su un sedile virtuale. Ragazzi, gli anni novanta sono finiti da un pezzo. Basta scrivere sui sedili…

Per entrare nel dettaglio un po’ di tempo fa la pagina pubblica la foto di un sedile completamente imbrattato dalla scritta “Fuck the system”. Buscotral commenta così: Probabilmente sei vestito, dalle scarpe al berretto, con capi prodotti da multinazionali con il logo ben in vista, hai lo smartphone da 864 euro, il libro più eversivo che hai letto è Cuore (e/o le prime 32 pagine di Siddhartha). Però scrivi «fotti il sistema» su un bus nuovissimo che costa 435mila euro. Un bus acquistato con i soldi tuoi – inclusi i tuoi genitori – che serve a portare la working class a lavorare e riportarla a casa la sera. Un nostro operaio sarà ora costretto a lavorare un bel po’ per ripulire la manifestazione del tuo profondo pensiero. WOW, AMICO, TU SÌ CHE SEI UN VERO RIVOLUZIONARIO.

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