Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

Nella nota della autrice, Simona Sparaco, spiega che l’ispirazione per questo libro le è nata dopo la lettura di un articolo di giornale scritto dal suo compagno Gramellini. Nel giugno del 2017 nel rogo della Grenfell Tower di Londra morirono numerose persone e fortunatamente altre si salvarono. Gramellini intreccia nel suo pezzo le storie di madri e di figli a seguito di quell’evento.
Il romanzo narra le microstorie di alcuni degli abitanti di un palazzo di Berlino, personaggi con le loro personali vicende. Si tratta di persone di età e provenienza varia. Spicca la presenza assidua di una tematica, tra le varie presenti: l’incapacità di comunicare tra genitori e figli.
La Sparaco stessa specifica che è una incomunicabilità “di questi tempi moderni” a cui si aggiunge la solitudine di un mondo multiculturale “intriso ancora di rigidità e pregiudizi”.
Presagendo il tragico finale che incombe come un macigno, la lettura, se pure interessante, non è stata rilassante per me. Anzi fonte di angoscia e dolore. Chi è madre o padre, chi è figlio, si interroga sul perchè spesso si alzino dei muri nei rapporti reciproci tra persone che comunque si amano moltissimo.
Poi una morte improvvisa di un padre, di una figlia faranno sì che ci sia solo il rimpianto di non aver abbattuto il muro.
I personaggi del romanzo, gli inquilini del palazzo, sono abbastanza verosimili con le loro storie personali frutto della fantasia della Sparaco. C’è una italiana, Alice, che vive nell’ostello universitario quando ha conosciuto Matthias e da allora i suoi studi (è a Berlino con il progetto Erasmus) ne risentono molto; i suoi fieri genitori a Tivoli hanno una trattoria e ignorano la piega che hanno preso le cose… In particolare è grande l’incomunicabilità tra madre e figlia, fonte di dolore per entrambe.
Naima, uno stupendo personaggio frutto della fantasia della scrittrice, vive nella paura che suo figlio Bastien voglia metterla in una casa di riposo, non essendo lei autonoma a causa di una infermità progressiva.
Polina una ex ballerina classica e ora giovanissima mamma, fragile e depressa, a causa del non saper accettare il suo cambiamento fisico dopo la gravidanza.
Insomma varia umanità abita un palazzone dove in un appartamento vuoto un corto circuito…
No, il resto non lo dico; chi leggerà… saprà e farà le sue considerazioni di madre, di figlia, di padre, di figlio, facendo tesoro di quanto letto.
Niente da dire sul modo di scrivere della Sparaco, coinvolgente quanto basta.
N.B. Ho letto che la Sparaco era a Caffeina per parlare del suo libro. Ma questa piccolissima ‘pizza e fiki’ era già stata scritta .

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