Mark Caltagirone è un terrapiattista viterbese

Finalmente “verità per Mark Caltagirone”. Non era facile, ci sono voluti fiumi di inchiostro digitale e una serie infinita di dirette televisive “in salsa dursiana”, ma ora lo possiamo dire: Mark Caltagirone è un terrapiattista, e pure viterbese.

E’ proprio così: come è stato l’uomo paparazzato sotto casa della sua amata, o in auto a mostrare in bella vista orologio di marca, adesso anche Viterbo ha il suo Mark. O meglio, i suoi  Mark, che sono poi Mirko (complimenti per la fantasia) e Walter, i due sedicenti terrapiattisti che dal 1° aprile inviano comunicati annunciando l’invasione degli adepti.

L’affaire Caltagirone ha fatto scuola e perché non dotarsi di un bel profilo altrui per fargli mettere una faccia? Poi si aggiungono comunicati stampa, sempre meno e sempre più scarni, qualche nome altisonante, sempre meno dopo le diffide avute per uso improprio di divi e grandissimi brand americani, e il gioco è fatto. Peccato che sia decisamente più vicino alla truffa che al giochettino innocente.

E perché truffa? Perché per diventare realistici si va a prendere l’immagine di qualcun altro. Una lezioncina facile facile, si va online e si cerca qualche cervellone o belloccio per crearsi un’identità. E non è difficile trovarla, uno dei due, quello cervellone, è Alen Alen Karlovec, geniaccio del web, mentre l’altro sembrerebbe un giocatore di rugby americano, ci siamo risparmiati la fatica di cercarlo. Due foto da mettere vicine, così il volto degli organizzatori c’è, e si prosegue.

Gran parte del lavoro è, ovviamente, sui social, dove ogni fatto cittadino viene trasformato a proprio comodo, realizzato in quanto utile al mega evento, che sia l’erba tagliata o l’asfalto nuovo, e poi un certo numero di post che creano l’aspettativa.

E’ un gioco, si è ben capito da quel 1° aprile, ma forse questa città merita di meglio, non di stare dietro ad un gruppetto di goliardici “amici miei” che la buttano a cojonella per sconfiggere il caldo.

Per un gioco non si va a prendere volti di persone sul web, e nemmeno nomi di personaggi famosi o multinazionali, perché se tutti si andasse dietro al “Caltagirone game” in pochissimo tempo la popolazione, almeno virtuale, raddoppierebbe, e allora non ci sarebbero porti chiusi che tengono.

L’ultimo appuntamento era per il 6 luglio 2019 alle 12, e il titolo, “Flat Faul”, non evocava un evento  planetario ma piuttosto una tassa… piatta appunto, che, come come i terrapiattisti viterbesi… non arriverà mai.

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