A cosa serve la nuova strada che da Lubriano porta a Civita di Bagnoregio?

Cinque ipotesi più o meno plausibili sulla rotta in corso d’opera. L’Arenone svela qualche retroscena

No, non siamo pazzi. Forse solo un tantino accaldati. O avvinazzati. O magari avvinazzati e accaldati. Comunque, da qualche giorno se uno si affaccia dalla terrazza di Lubriano, “la più bella vista sui Calanchi”, scopre facilmente che lì sotto, tra i Calanchi (appunto) in movimento, si sta muovendo pure una bella ruspa. Che spiana, curva, tesse e delinea una nuova strada. Quella che da Lubriano presto porterà a Civita di Bagnoregio. Lato “culo”. E cioè di dietro rispetto al ponte.
La gente mormora. Qualcuno si lamenta. Altri se ne fottono. In ogni caso, abbiamo raccolto cinque ipotesi parecchio credibili (se siete avvinazzati anche voi) sull’utilità del novello tracciato.

1 Lo psichiatra Paolo Crepet avrebbe comperato il garage a Lubriano. Che stava in asta e quindi ha fatto un affare. C’ha anche il camino e una finestra. Il problema era solo che poi, per tornare a casa, avrebbe dovuto parcheggiare la macchina, prendere due autobus, un mulo da soma, incappare in tre chilometri di autostop, e infine farsi scortare dalla processione del Venerdì Santo fino all’uscio

2 In realtà è un tentativo di occupazione coatta e piratesca da parte del presunto pacifico sindaco di Lubriano. Della serie: “Voi c’avete solo il ponte, noi pure la strada”. D’ora in avanti la città che muore si chiamerà Civita di Lubriano già di Bagnoregio, per diritti Anas acquisiti sul campo

3 L’altro sindaco, quello di Bagnoregio, parrebbe intenzionato a mettere un casello a Civita di sotto. Così, oltre al biglietto per entrare, si pagherebbe anche quello per arrivarci. Probabile infine che vengano addirittura issate due barriere, una tra Lazio e Umbria, l’altra su boe tra Sicilia e Sardegna (per intercettare i croceristi). Così chi vuole andare a Civita dovrà versare anche un dazio alle suddette dogane. Possibilmente in “baiocchi”. Ma va bene pure il baratto

4 È una via di fuga per i giapponesi. Dato che si sta parlando della Città che muore, se muore sul serio e magari mentre è gonfia di orientali, se si sbraca il ponte senza scappatoie alternative il rischio è di fare il sushi per tutta la provincia

5 In realtà non è una strada ma una pista da sci. Per incentivare il turismo invernale si starebbe pensando di allargare l’offerta turistica. A breve verranno costruire anche la baita “Rifugio dallo zio Frank” e il negozio di souvenir “Ciaspole sui Calanchi”

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