Un quarto de l’Ottavo

Approfondimento culturale rubato a parenti vicini e lontani

Spesso si dice alle band italiane di cantare in madre lingua, di suonare un genere più vicino ai gusti nazionali e altre menate simili, ma chi lavora nel mondo musicale, come i vari direttori artistici, non riesce a liberare l’Arte nelle sue forme più affascinanti.
Quando si parla di gruppi emergenti c’è sempre da sperare bene, soprattutto se i primi passi sono già assai promettenti. I The Citizen, band indie rock/britpop di Perugia, si sono formati nell’estate 2014 e la line up è composta da Francesco Ciaccarini alla voce e alla chitarra ritmica, Giulia Sciosci alla chitarra solista, Alessandro Tortoioli al basso e Niccolò Brunori alla batteria .
Questa giovane band ha già raggiunto qualche bel traguardo, come la finale all’Emergenza Festival, il secondo posto al contest Unimusic, il Tour Music Fest e tante altre esperienze sul palco. Nel gennaio 2017 esce ufficialmente l’EP “Bigger Plans” che presenta il fascinoso midtempo della titletrack e l’incantevole falsetto del cantante, duttile anche nelle partiture più raw. Comunque anche gli strumenti, sono perfetti nel delineare l’impalcatura sonora delle tracce, veri misteriosi fondali dove gemme preziose possono essere catturate soltanto dai più audaci. Un pezzo da novanta…biglietto da visita non da tutti, non per tutti. Roba da amare. Suoni che si appiccicano subito nella mente.
“Never” è la traccia più introspettiva del lotto, con rimandi ad alcuni fluxus estranianti di Jeff Buckley e un finale esplosivo da alta scuola, mentre la sbarazzina “NBK” è un treno in corsa marchiato da una scritta a caratteri cubitali: INDIE. Un brano che non ha nulla da invidiare ad alcuni singoli ruffiani delle big band sia dal punto di vista della struttura sonora che delle linee vocali. Infine la tormentata “Leave me for Good” con i suoi stop and go, un brano che sembra dimenarsi per quanto ossessivo, dimostra come i nostri sappiano farci anche on il groove.
In aggiunta abbiamo tre brani molto interessanti e ben fatti tratti dal videoclip live: “Dark Nights, Bright Lights”, traccia manifesto del loro sound, ovvero mix perfetto tra indie e post punk revival nella frenetica sezione ritmica e primo ottimo esempio di immediatezza e orecchiabilità nel refrain. Un brano che non ha nulla da invidiare ad alcuni singoli ruffiani delle big band sia dal punto di vista della struttura sonora che delle linee vocali. L’atmosferica strofa e l’irresistibile break di “Citizen Cage”, altro brano da novanta, e l’ammiccante “Girl down in L.A.” sono la ciliegina sulla torta.
Senza ombra di dubbio l’EP “Bigger Plans” è un ottimo mezzo per comprendere la passione, la sfrontatezza e la meraviglia dei The Citizen, che non deve assolutamente scendere nel banale ma perseguire questa strada piena di originalità e creatività. Quello di cui ha bisogno l’Italia, e non solo, è di un panorama che si distacchi dalle forme prestabilite e di una nuova linfa che ripeschi gli stilemi dell’old school, superando magari le forme “risentite” o invecchiate male, generando una nuova concezione artistica. Tenete d’occhio i The Citizen…presto ci sarà sicuramente un nuovo buon motivo per riparlare di loro… stay tuned!

Francesco Cerica

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