Smoke. Parole di fumo

Notre Dame è bruciata, evviva Notre Dame! Donazioni per centinaia di milioni provenienti da multinazionali e paesi del terzo mondo. Un colpo simbolico al cuore dell’Europa e non è morto nessuno. Legno che brucia e cadaveri in mare. Cuore di legno. Prima tutti astrofisici esperti di buchi neri poi tutti tecnici antincendio. L’attuale lavoro più ambito è il social media manager dell’INPS dove si può tranquillamente sollevare toni alla stregua di fruitori di calcio da bar. In ogni caso è sempre meglio non scrivere all’istituto messaggi del tipo: “Vorrei fare domanda di reddito per mio figlio. Ha 26 anni e spaccia”. Scrivendo solo disoccupato si rischia di essere etichettato come fannullone. Meglio provare con lavoratore nero così emerge la volontà. Invece no. La logica è opposta a quella usata per la stesura del curriculum vitae dove si può tranquillamente aggiungere un master alla New York University. Così, a cazzo. E’ un mondo competitivo e fasullo. Si fa a spallate ovunque, anche all’interno del governo dove vince chi accumula più accuse. Il Giornale titola “Salvini mollali”. Dai, Matte’, molla ‘sti 49 milioni.
Alle spalle una settimana verde. Giovedì gnocchi, venerdì Greta, sabato Gilet gialli. Il circus della Formula E all’Eur. Buoni propositi, più colonnine elettriche, slogan, selfie e frecce tricolori che, in monossido di carbonio, sarebbe stato meglio far gareggiare trenta TIR in centro città. Niente in contrario ai motori elettrici, basta rimpiazzare le centrali a carbone.
Adoro l’odore del napalm di mattina. Se ti criticano quando posti una foto con un peluche, tanto vale postarne una mentre abbracci un maledetto mitra. Odorava… di vittoria. Il mondo ha bisogno di armi e della giusta cattiveria. Come se non bastassero gli attacchi con centinaia di vittime in Sri Lanka, il conflitto in Libia e tutti i conflitti e ostilità dimenticati anche dai minuscoli trafiletti dei quotidiani nazionali. Vogliamo il far West nelle città. Pace e umanità sono concetti troppo radical chic per questa epoca. Arriveremo ad odiare le armi solo quando le sentiremo tuonare e falceranno le vite dei nostri cari. Un po’ come la mancanza di libertà… finché c’è… Fanculo a chi ancora crede al potere della scuola, della cultura e dei libri. Fanculo a chi non si sveglia la mattina con l’odio nella pancia e nei polpastrelli. C’è da rifare l’Europa e dobbiamo essere più incazzati che preparati.
Andiamo avanti a suon di anomalie politiche. Coppie aperte e scambisti per difendere patria e famiglia. Le statistiche, più che i fatti, delineeranno i prossimi equilibri. La parola d’ordine è una… estremisti ovunque, anche al governo.
Come se si potesse amministrare e governare ignorando la festa della Liberazione. Ogni esponente è libero di ignorare Natale, Pasqua e il proprio compleanno. Ma è obbligato ad onorare il 25 aprile. Altrimenti meglio tornare al bar a parlare del muro dell’Emilia Romagna. Forse riusciremo ad onorare il 25 aprile nel momento in cui sentiremo il vitale bisogno della Liberazione… ci stiamo lavorando con impegno.

Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano.
Italo Calvino da Il sentiero dei nidi di ragno.

0Shares
Commenti disabilitati su Smoke. Parole di fumo