Che bella sorpresa: Fognini re di Monte Carlo

Dall’uovo di Pasqua l’Italia del tennis scarta la sorpresa più bella: Fabio Fognini è il nuovo re di Monte Carlo. Ha vinto il prestigioso torneo battendo in finale Lajovic dopo aver fatto fuori in sequenza Sverev agli ottavi, Coric ai quarti e Nadal in semifinale. Un percorso netto che segnala la definitiva maturazione del campione di Sanremo: a 31 anni è numero 12 al mondo con finestra apertissima sulla top ten che potrebbe già agguantare nel prossimo torneo a Barcellona.

Fognini è davvero nella storia: una vittoria italiana a Monte Carlo mancava dal successo di Nicola Pietrangeli nel 1968, l’ultima finale fu quella di Corrado Barazzutti (attuale capitano della Nazionale di Davis) nel 1977. Un incantesimo che Fabio è riuscito a spezzare non solo dopo una finale perfetta, ma soprattutto dopo un torneo perfetto, giocato con la solita classe, crescendo partita dopo partita, mettendo da parte quei difetti comportamentali che ne hanno caratterizzato la carriera. Pur non avendo nulla da dimostrare né agli altri, né a se stesso, Fabio ha ribadito la sua unicità nel panorama tennistico e lo ha fatto in un prestigioso torneo: a 31 anni è arrivata la maturazione definitiva di un campione dal talento cristallino, che già nel 2013 era stato a un centimetro dall’ingresso nei migliori dieci del mondo dopo una semifinale a Monte Carlo, la competizione che fa da apripista della stagione sulla terra. Evidente che la superficie rossa sia la preferita da parte di Fabio: tuttavia non vanno dimenticati i risultati eccellenti colti altrove, basti pensare agli ottavi di finale raggiunti agli US Open nel 2015 dopo aver battuto Nadal rimontando dallo 0-2.

Nel capolavoro di Monte Carlo spicca la tranquillità con cui Fabio ha gestito la settimana: dopo il successo rocambolesco su Rublev, ha usufruito del forfait di Simon, quindi Zverev e Coric (due ossi tostissimi sulla terra) superati di slancio fino alla semifinale in cui ha distrutto Nadal (addirittura era avanti 5-0 nel secondo set per poi chiudere agevolmente 6-2). La finale contro Lajovic è ormai storia: la naturale conseguenza di un percorso orami segnato che prevede il successo. Dietro questo nuovo (per modo di dire perché il talento è sempre stato sopraffino) Fognini c’è tanto della sua famiglia: soprattutto della moglie Flavia che gli regalato il dono più bello, il piccolo Faderico. Non a caso nell’intervista dopo la vittoria su Nadal ha detto: “Per prepararmi torno a casa, mangio, gioco con Federico, poi vado a letto”. Cose semplici, naturali, nulla di preparato su misura: la tranquillità del campione, la determinazione del fuoriclasse. E adesso strizza l’occhio agli Internazionalie di Roma e al Rolang Garros. Nulla è impossibile, vero “Fogna”?

 

Foto by quotidiano.net

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