A Viterbo non è Pasqua senza colazione

Solo due parole: è sacra. La chiamano colazione di Pasqua, ma in realtà è un vero e proprio banchetto pantagruelico. È composta da pietanze davvero impegnative perché si consuma (o almeno si dovrebbe consumare) dopo un periodo di ristrettezza alimentare e digiuni e io, fino a quando sono sbarcata a Viterbo, non avevo la minima idea di cosa fosse.


Chi non è avvezzo alla colazione di Pasqua, tipica della tradizione romana e del centro Italia (mi sono informata per voi), probabilmente sobbalzerà alla vista della grande tavolata imbandita per il primo pasto della giornata. Il menu varia da famiglia in famiglia e comprende portate non proprio da dieta: come la pizza di Pasqua, le uova sode, i salumi e il vino (sì: avete capito bene).

Ho chiesto a qualche amico autoctono di illuminarmi sul menù e, se volete mettere a dura prova il vostro stomaco, sbizzarritevi con la colazione pasquale.
La pizza. Questo è il pezzo forte, il mostro sacro della Pasqua. È nella top five dei cibi che non possono mancare nella tavola. Con il suo profumo inebriante risveglia i sensi e il palato. La forma della pizza di Pasqua richiama un panettone, il sapore è dolce, si presenta all’interno tanto più giallo quanto più uova sono state utilizzate nell’impasto. Esistono due versioni: dolce (voto 10) e al formaggio (ognuno ha la sua preferita, io non la amo molto e quindi si merita una sufficienza).

Foto da Visit Viterbo

Salame corallina. E’ un salame stretto, lungo con i cubetti di grasso in evidenza e carne magra finissima. Insieme alla pizza non può mancare nel banchetto. Quando la mamma/nonna lo porta in tavola parte la standing ovation (voto 10).

La corallina
Cioccolata a squajo. Questa bevanda è tipica di Roma – mandate una mail se sbaglio – e prepararla è il massimo della gioia: fate riscaldare il latte e sciogliete dentro il cioccolato (farla venire densa al punto giusto è questione di vita o di morte, voto 9 e mezzo).

Torte salate. Questo piatto c’è, ma non gode sempre di grande consenso (voto 5).
Uova sode. Il doppio utilizzo – le puoi mangiare o le puoi decorare e poi magari mangiarle decorate – di questo alimento fa raddoppiare il voto (che arriva a 8).
Coratella co’ li carciofi. Fegato, cuore e polmoni d’abbacchio ripassati in padella con carciofi tagliati. Va preparata il giorno prima, per lasciar amalgamare i sapori, e servita tiepida. (Voto 6 da servire lontano dal caffè).

Foto da La cucina italianaVino. In principio meriterebbe un 10 e lode, ma al mattino, permettetemi, non posso proprio classificarlo. Tutto questo accade prima delle 13, perché poi mamma e nonna lanciano dalla cucina abbacchi, costine di agnello, lasagne e ogni ben di Dio, ordinandovi di apparecchiare, rigorosamente col servizio buono.

 

”Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”’

Gianni Rodari

 

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