Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

Vi è capitato mai in libreria di essere ‘chiamati’ da un libro? A me poche volte: in genere so già cosa voglio acquistare. Alcuni giorni fa, però, entrando per la prima volta nella libreria Mondadori, accogliente come i suoi proprietari, mentre cercavo, mi ha chiamato un libro: ‘Idda’ di Michela Marzano. Non conoscevo questa scrittrice e nemmeno il titolo, non ho letto nemmeno l’aletta. Semplicemente l’ho acquistato. Operazione rischiosa, ne ero consapevole… essendo io molto pavida, ma qualche azzardo si deve pur fare.
Naturalmente a casa ho iniziato la lettura.
…La prima impressione è stata buona.
Intanto il titolo… ‘Idda’ significa ‘lei’. Chi è?
Questo non vorrei svelarlo; anzi devo dire chiaramente che quello che c’è scritto in’ quarta’ di copertina a mio avviso è troppo esplicito e toglie il gusto della lettura.
Questo romanzo è economicamente molto conveniente perchè al prezzo di una contiene tre storie affascinanti una in qualche modo legata alle altre. La voce narrante, Ale, cerca nei ricordi della mamma del suo compagno Pierre, di conoscere la donna affetta in tarda età da demenza senile. Legge lettere e ritrova foto nella abitazione della signora, che è stata trasferita in una casa di riposo, per cui si deve svuotare l’abitazione. Piano piano si ricostruisce la storia di Annie, di suo figlio Pierre e del padre di lui e suo marito Jean. Il desiderio di Ale è quello di sapere di più sulla donna fragile e confusa e poter capire se in quello che dice, ora che è malata, c’è un barlume di significato e legame con la sua vita precedente.
Affiorano, intanto, ricordi della vita di Alessandra (Ale) che dalla Puglia si è trasferita a Parigi per dimenticare un passato doloroso e tragico. Il romanzo alterna i due piani narrativi e aggiunge un terzo: i momenti di vita comune di lei con Pierre.
E’ evidente che della trama non dirò più nulla. Bisogna infatti leggere per comprendere il percorso mentale che compie la pugliese che da quando si è trasferita non ha mai più voluto parlare l’italiano ma è assalita dai ricordi di sua madre, in continuazione, mentre si occupa, direi amorevolmente, della sua quasi suocera.
L’autrice del libro racconta la storia, anzi le storie, intrecciandole in modo continuo, ma chiaro.
E’ questo un libro che si legge in un baleno: scorrevole, con una prosa pulita.
C’è dentro molto di più di quanto ho detto, i significati sono tanti e profondi, da scoprire in una lettura gradevole, ma non priva di sofferenza. A volte nelle storie che si leggono si trovano ‘spezzoni’ della propria vita, leggerle può essere catartico o suscitare sensi di colpa.
Interessante questo libro.

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