B&B, la coppia che tinge d’azzurro il Giro delle Fiandre

Lasciate perdere il calcio: la doppietta più bella dell’ultima settimana di sport è stata quella di B&B: Bettiol – Bastianelli. Il Giro delle Fiandre, la prima delle “Classiche del nord”, una delle corse di un giorno più importanti al mondo, si tinge d’azzurro. E lo ha fatto per due volte nel giro di poche ore. Prima la volata vincente di Marta Bastianelli, 31 anni, poi lo scatto a 18 km dal traguardo di Alberto Bettiol, 25 anni, che ha inchiodato sui pedali i suoi avversari.

Un’impresa che è senza dubbio la più importante della loro carriera: basti pensare che in campo maschile il trionfo italiano al Fiandre mancava dal 2007 (l’ultima volta fu Alessandro Ballan), in campo femminile Marta bissa il successo di qualche anno fa firmato Elisa Longo Borghini. E per capire meglio la portata della loro impresa, vale la pena scorrere l’albo d’oro dei vincitori del Giro delle Fiandre: negli ultimi anni hanno vinto corridori come Gilbert, Sagan Cancellara e in passato Bugno, Argentin, Planckaert e il “Cannibale” Eddie Merckx. Il Fiandre è una corsa massacrante, al pari dell’Amstel Gold Race e della Parigi – Roubaix: 270 km pieni di insidie tra muri (brevi e ripide colline delle Ardenne fiamminghe), ciottoli e asfalto. E sono proprio i “muri” spesso pavimentati in pavé a caratterizzare questa sfida sui pedali. I più famosi, quelli che sono entrati nella storia del ciclismo, sono il Vecchio Kwaremont o “Oude Kwaremont”, il Bosberg, il Koppenberg, il Molenberg e il Paterberg.

Alberto Bettiol è scattato proprio sul Vecchio Kwaremont: una progressione da campione che gli ha permesso di staccare i vari Van Avermaet, Jungels e Sagan. Alla fine il secondo posto è per il danese Asgreen e terzo il norvegese Kristoff. Alberto ci ha messo qualche ora per capire cosa aveva realmente fatto. E pensare che nel 2017 era sulla sedia a rotelle: non camminava più, gli fu diagnosticata una sacroleite, un problema nella zona sacrale della colonna vertebrale. In sostanza ha poco sviluppati i muscoli che stabilizzano il bacino. Dopo aver vinto è scoppiato in lacrime e ha chiamato la sua ragazza Giulia: “Visto che ho fatto?”, sono state le sue uniche parole.

Marta Bastianelli, campionessa europea in carica, ha risolto una volata dopo che nel finale erano rimaste in tre a giocarsi la vittoria: Marta, l’olandese Annemiek Van Vleuten e la danese Uttrup Ludwig. Sul Paterberg, decimo e ultimo muro del percorso, è stata l’olandese a lanciare l’attacco decisivo. Bastianelli si è fatta trovare pronta e poi in volata il suo assolo. A completare lo spettacolo azzurro il quarto posto di Sofia Bertizzolo, compagna di squadra di Marta: “Non potevo sbagliare – spiega l’azzurra al sito della Federciclismo – Bjarne Riis mi ha guidato in maniera perfetta dall’ammiraglia: abbiamo attaccato sul Kwaremont prima Sofia e poi io, volevamo portare via un gruppetto e ci siamo riusciti. Sul Paterberg sono rimasta passiva perché sapevo che potevo giocare le mie carte in volata e così è stato”.

 

Foto by Gazzetta.it

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