Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

In genere non mi occupo di politica, non leggo testi di storia. Quella stagione è passata. Leggo solo romanzi e cerco di divertirmi, appassionarmi, provare una gamma ampia di sentimenti (per lo più postitivi, visto che di negativi, e bruttissimi, ne ho provati sul serio nella vita). Mentre alla mia età molti ancora hanno il cervello per studiare quello che più gli piace e come si dice: chapeau, a loro, io mi limito a leggere narrativa e a ‘evadere’ mentalmente il più possibile.
Ho finito di leggere ‘La repubblichina’ di G.Pansa . Non volevo inizialmente scriverne perchè temevo di entrare in discorsi che hanno a che fare con la nostra storia relativamente recente, ancora oggi tanto discussi. Poi ha prevalso una sana, peperina cattiveria.
Non capisco perchè parlare del fascismo e dell’antifascismo a 74 anni dalla loro fine in Italia sia così rischioso.
Le polemiche ogni 25 aprile le avete presenti? Gli scontri nelle piazze dove si ricorda questa data ve le ricordate?
Molti di coloro che si picchiano o, se va bene, verbalmente battagliano, non erano nemmeno nati in quegli anni, eppure si infiammano se iniziano a parlare di Mussolini; anche i politici troppo spesso lo rievocano, in un modo o nell’altro. Sono restia a partecipare anche a chiacchiere da salotto su questo argomento. E’ passato, non ero nata, lo conosco come evento storico e ogni anno ne ho parlato agli alunni del 5° cercando di non dare giudizi assoluti.
Allora parlerò di questo romanzo… un po’.
Tere è una giovane donna che all’inizio del libro sta subendo una violenza: le stanno rasando la testa su una pubblica piazza.
Accusata di aver simpatizzato con i fascisti (è già accaduta la morte di Mussolini), ma non ha in realtà fatto alcun atto concreto, da persone di dubbia affidabilità, subisce sberleffi dalla folla ondivaga che si è riversata nel centro di Casale Monferrato.
Dopo essere stata portata in carcere viene rilasciata e comincia a vivere la sua vita del ‘dopo’. Dopo il fascismo, dopo la rasatura.
Inizia poi il racconto della sua giovane esistenza. E qui la storia si riavvolge qualche anno indietro.
Studentessa, appartiene ad una famiglia borghese in cui mamma e papà sono maestri. Anche lei sta per diplomarsi. Mentre i genitori, pur avendo dovuto prendere la tessera del partito fascista, non sono assolutamente simpatizzanti, lei è entusiasta degli ideali del movimento e di chi ne è l’immagine: Mussolini.
Non è una pazza invasata, apprezza il politico e le sue idee, è favorevole alla guerra. I nemici odiati sono gli angloamericani.
Per insegnare qualcuno le fa capire che è bene che abbia un incontro ‘ravvicinato’ con una autorità locale. Tere non fa una piega. Dall’incontro uscirà con la tessera di Repubblichina e senza che sia stato consumato alcunchè, causa flop del ‘pezzo grosso’. Gli anni di cui si narra sono quelli successivi all’armistizio dell’8 settembre. La giovane maestra Tere fa incontri di tutti i tipi. Vuole sapere di più. Ma le circostanze degli incontri dall’autore sono tirate per i capelli, per avere l’opportunità di dire fatti realmente accaduti che a lui preme dire. Tere a volte sembra una detective che va a parlare con persone, le più disparate, che dicono male ora di fascisti, i tedeschi, repubblichini, ora dicono male dei partigiani, dei comunisti; di quelli dall’altra parte, insomma.
Infarciscono questi racconti, una grande quantità di donne a cui piacciono le donne e uomini con grandi appetiti sessuali. Ma, arrivata ad un certo punto, convinta che alcuni fatti storici raccontati erano, sì reali, ma che io non ho sopportavo più la parte narrativa, mi sono detta che: 1) nessuno mi costringeva a leggere ‘la Repubblichina’. 2) che scorrendo le pagine ho visto che arrivava a parlare del 1948 ed io ero arrivata al 1945… 3) Non posso dire la terza frase, sarebbe offensiva per l’autore che ha 84 anni.
Il libro non l’ho finito: non ce l’ho proprio fatta.

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