Buon compleanno Laura! Auguri per la tua cinquantesima primavera

Non ho ben chiaro il momento in cui ho capito che tu eri mia sorella. Ricordo che andavi già a scuola. Mi ricordo la tua prima comunione. O meglio. Ne ho memoria attraverso le foto scattate con la Polaroid racchiuse in quell’album che la mamma conserva nel cassetto del mobile all’ingresso. E il tuo abito che è custodito dentro l’armadio della camera dei nostri genitori.

In quell’album ci sono le nostre foto. A Villa Lante, io ero molto piccola. Avevo un fazzolettino in testa. Forse era primavera. In altre foto siamo al belvedere di Montefiascone. Con noi c’era anche Arno, il nostro dolcissimo cagnolone. Si intravede una lucidissima A112. Tirata sempre a lucido. E poi immagini al lago di Capodimonte d’estate. O al passo montagna d’inverno. O fermi sulla sammartinese a cogliere il maggio. Ritratto di una bella famiglia degli anni 80. Avevi sette anni quando sono arrivata. E chissà cosa avrai pensato quando ci siamo incontrate per la prima volta. Ricordo che a un certo punto abbiamo iniziato a dormire nella stessa cameretta. Vedevamo i film insieme dentro lo stesso letto. Ricordo il 33 giri di Pupo che ci facevi ascoltare senza pietà sul giradischi, alternando il Gelato al cioccolato alla sua Firenze Santa Maria Novella. Oppure ci costringevi a vedere per l’ennesima volta le puntate di Sandokan e la sua perla di Labuan sulle bobine, conservate dentro una scatola di latta, su quella specie di piccolo televisore. Ricordo le domeniche che hai costretto me e la mamma ad andare a Pratogiardino per poter vedere la Viterbese. Ricordo i tuoi quaderni. Pieni zeppi di pensieri. Chiusi dentro il cassetto del tavolo della sala. Fiumi di parole, come avrebbero cantato i Jalisse. Pagine e pagine buttate via insieme a quel cassetto, con tutto il tavolino, quando i miei hanno deciso di cambiare l’arredamento in sala. Mi ha pianto il cuore per te. Ma se può esserti di consolazione, insieme ai tuoi quaderni ci stanno anche i miei diari di scuola. Un trauma non ancora superato. Soprattutto quando senti ripetere ancora da tua madre: “e tanto che ci dovevate fare!?!”. E poi le carte!! Ore e ore della nostra adolescenza a giocare a carte. In sala. Ricordo i pomeriggi d’estate. L’estate del 1987 in particolare. Alla radio Vasco Rossi con il suo C’e chi dice no. L’album di Vivere una favola. Ciao. Brava Giulia. La stessa estate di Zucchero, della sua Pippo, Con le mani, Hey man. Più di una volta è volata qualche sberla. Eh si, perché a carte noi non ci giocavamo per diletto. Ma per arrotondare la paghetta settimanale. E poi le litigate furibonde perche io volevo sempre che mi portassi fuori con te. Mi chiedevi favori, che io ti facevo, e al dunque mi davi forfait. E poi la ciliegina. La volta che mi piaceva da morire un ragazzo. Una botta clamorosa. È vero che io non avevo chance, sia per questioni di età e anche per aspetto estetico, ma che cavolo. Non si fa. Uscire proprio con il tizio che mi piaceva non si fa. Fu così che mi ubriacai per la prima volta. Per modo di dire. Con mezzo bicchiere di birra, scialita, dentro il frigo, aperta da chissà quanto. Non ti parlai per giorni, ricordo. Poi passò. Anche “l’ubriacatura” per il tizio. I sette anni tra noi un po’ si sono fatti sentire. Amicizie e interessi diversi. Fin quando non siamo diventate grandi.

Ti sei sposata con l’uomo che hai accanto da quando eravate poco più che ragazzini. Ora siete madrina e padrino di mia figlia Elsa.

Lo siete ogni giorno. Non solo sui certificati di battesimo. Siamo diverse io e te. E non sempre andiamo d’accordo. A volte mi fai pure arrabbiare parecchio. E te lo dico. Abbassa il tono di voce quando arrivi la mattina se mi sono svegliata da poco. Oggi festeggi i tuoi cinquant’anni. Lo so che stride un po’ alle tue orecchie il suono di questo numero. Ma di fatto, sono cinquanta primavere. Diciamo così, che apparentemente ha un suono più delicato. E sono cinquanta anni ben trascorsi, tra sogni e realtà. Insieme a noi.

Ed è per te questo articolo di oggi. Chissà se te lo aspettavi. Tu che sei sempre tra le prime persone a leggere e commentare i miei pezzi, oggi leggerai di te. E di noi. Di quel pezzo di vita trascorso insieme e di quello che ancora trascorreremo. Buon compleanno zia Laura!!

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