Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

Non mi riesce proprio di scrivere di libri che non mi sono piaciuti, eppure ce ne sono, eccome se ce ne sono. Scrivere di un libro che si ama è ripercorrerlo mentalmente, provare nuovamente piacere.
Oggi, leggendo un articolo che parlava del successo di Andrea Camilleri, dei suoi libri e delle serie televisive tratte da essi, Matteo Persivale su ‘7’ faceva notare che il successo popolare ha molto da dirci .’Trovare un pubblico vuol dire raccontare una storia che parla a tutti’.
Citava poi autori e titoli, italiani e stranieri che sono, sono stati, saranno ancora popolarissimi.
Tra gli esempi Persivale cita Frank McCourt, l’autore de’ Le ceneri di Angela’.
Mi si è accesa la lampadina e mi sono detta ‘Si’. Così voglio dedicare questa rubrichetta a McCourt e ai suoi libri. Mc
Court ( New York 1930-2009) aveva un padre irlandese del nord e una madre irlandese. Cattolici.
Dagli Stati Uniti i genitori torneranno in Irlanda con alcuni dei figli già nati, mentre altri nasceranno in Irlanda. Frank rientrò nella natia america a 19 anni dove si laureò ed iniziò la sua carriera di docente e scrittore.
‘Le ceneri di Angela’, ‘ Che paese l’America’ , ‘Ehi prof!’ sono romanzi autobiografici, vanno letti rigorosamente nell’ordine in cui li ho elencati e letti io stessa.
Il primo dell’ elenco è il migliore, quello che ha avuto più successo, ma gli altri due, leggermente inferiori per qualità e meno coinvolgenti emotivamente, vanno letti per comprendere bene la vita di questo uomo.
‘Le ceneri di Angela’ è il più drammatico dei tre e mi riferirò principalmente a questo romanzo.
Se è vero che si tratta dell’autobiografia di Frank, dall’infanzia a quando decide di andarsene in America, è pur vero che è Mamma Angela la protagonista di questo romanzo.
La narrazione è dettagliata, lo stile sobrio, essenziale, curatissimo. L’analisi dello stato d’animo personale è attenta e profonda.
La descrizione della madre vista dal figlio, è straziante. E’ lei, per me, il punto forte del romanzo. Ma non c’è eccessivo languore, eccessivo sentimentalismo.
Angela ha un marito, amatissimo, che è un debole, un fragile, un racconta frottole a se stesso e a moglie e figli, un ubriacone e sostanzialmente uno che cerca lavoro e prega Dio di non trovarlo.
L’esistenza della famiglia a Limerick si trascina nella miseria più cupa, nel rimpianto di Angela di essere ritornata in Irlanda a fare la fame, mentre in America forse avrebbe avuto con i figli una sorte meno nera.
Il padre/marito abbandona la famiglia e forse dopo un po’ le cose vanno non malissimo, ma solo male.
Angela va a chiedere cibo e aiuti economici, suppellettili e vestiti usati nei luoghi dove può chiederli, cioè Istituzioni Cattoliche, si umilia e viene umiliata pur di far sopravvivere i bambini, anche se uno muore di malattia e stenti.
Frank frequenta la scuola cattolica e frequenta amici protestanti, umiliato, spesso, per la sua estrema miseria e per la sua religione.
Crescendo si comincia a dar da fare affiancando alla scuola, che desidera fortemente frequentare, lavoretti che gli consentono di sfamare i fratelli e la madre.
La situazione che mi rimase impressa, a suo tempo, leggendo, fu questa… Angela accetta di vivere con un uomo, mi pare mezzo parente, per fargli le pulizie di casa e
qualche altra cosa… Frank soffre questa situazione, ma ha dove dormire e può leccare la carta in cui sono avvolti fish and chips che l’uomo si porta a casa e mangia la sera.
Il ragazzo cresce e, dignitosamente, si tira fuori dalla miseria, con fatica, ma avendo fisso in mente un progetto che si realizzerà…
Non c ‘è compiacimento nel raccontare il dolore, la miseria estrema, la inettitudune di certi personaggi, la malvagità di altri. Tutto viene al lettore con naturalezza lasciandogli il tempo di pensare, di capire, non sempre di accettare l’accaduto.
Negli altri romanzi della autobiografia si scopre la battaglia di Frank per affermarsi, per laurearsi e per iniziare a fare l’insegnante, il mestiere più bello e difficile che esista.
Nella speranza di avervi convinto a leggere, vi dico, e credetemi, vale la pena.

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