CR7, l’uomo del #mainagioia per i gufi di cartone

Pensavo che in fondo ha ragione il nostro Cavallo di Troia quando dice che oggi come oggi è difficile essere tifosi dell’Inter (o Inda, che dir sì voglia). Cioè soggetti abituati a ripetute umiliazioni sportive, altamente esposti a travasi di bile e spesso obbligati a trapianti di fegato, vista la loro attitudine a rosicare (schiattare) per le vittorie altrui. Eggià, perché l’interista – d’ora in avanti definito prescritto o cartonato -, più che ogni altro esemplare di tifoso rosicante, quelle tre o quattro cose che ha vinto per sbaglio se le è fatte regalare da Guido Rossi. Per carità, il cartonato in un’era che nessuno ricorda più ha pure beccato a culo un prestigioso tris, dovuto più che altro all’eliminazione quasi fisica degli avversari su campi non d’erba, ma quella stessa tanto sbandierata tragicomica epopea ha rappresentato per loro anche una pietra tombale. Perché dopo quel fortuito sporadico episodio al massimo il prescritto ha potuto esultare a Natale per aver fatto cinquina a tombola, non avendo più visto un trofeo manco da lontano per sbaglio. 

Insomma, ha ragione il nostro Cavallo di Troia quando dice che per i tifosi cartonati sono tempi duri. Durissimi. Soprattutto da mercoledì 12 marzo 2019 Dopo anni di sofferenze atroci a farsi male cercando invano di averla vinta sull’odiata Juventus, per la quale invece – dall’alto della sua inarrivabile superiorità – i prescritti rappresentano ormai un test meno probante del torello di beneficenza del giovedì contro i pensionati del dopolavoro ferroviario di Villar Perosa, i prescritti hanno sperato infatti di poter gioire di una possibile disfatta bianconera. Come sono soliti fare, hanno indossato la maglia dell’avversario di turno della Juve – per l’occasione quella dell’Atletico Madrid del “nerazzurro” Simeone -, festeggiando come se avessero vinto il mondiale quando gli uomini di Allegri ne hanno beccati due all’andata in Spagna. 

E invece a rovinare, as usual, la festa ai poveri derelitti ci ha pensato anche nella notte del 12 marzo allo Stadium lui, il giocatore di calcio più forte del mondo. Lui che già la scorsa estate, al momento del suo arrivo a casa della Signora, aveva provocato ondate di suicidi di massa tra gli increduli seguaci della squadra di cartone. Lui, Cristiano Ronaldo da Madeira, l’uomo del #mainagioia per i detrattori della Juve. Lui, autore di una tripletta che ha ribaltato il risultato dell’andata e regalato ai bianconeri un lasciapassare per i quarti di Champions, ma anche di un discusso gesto a fine gara per ricambiare la “cortesia” al Cholo Simeone. E a tutti i gufi prescritti, con ancora addosso la maglia dell’Atletico, per i quali da martedì scorso grazie a CR7 la vita è sì veramente più dura.

La cattiva ragazza

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