Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

Mi stavo preparando a scrivere di Beppe Fenoglio: se ne ricordava la nascita il 1/3. Ma entrando in libreria oggi ho visto l’ultimo libro di Gianrico Carofiglio, La versione di Fenoglio (non c’entra con lo scrittore piemontese) e l’ho comperato. Ora inizio la lettura. Il personaggio si chiama Pietro, Pietro Fenoglio, origini piemontesi, al momento lavora a Bari.
Fenoglio è un maresciallo dei carabinieri che sta facendo delle terapie dopo un intervento di protesi all’anca. Non sta ora lavorando a causa del recente problema di salute, è quasi alla fine del suo lavoro. Andrà in pensione a breve.
L’infermiera che lo segue nei vari trattamenti lo informa che arriverà, e farà anche lui le terapie, un giovane sui vent’anni.
Il giorno successivo avviene la conoscenza tra il maresciallo Fenoglio e Giulio.
Durante gli esercizi fisici e la cyclette i due iniziano a parlare. Subito gli argomenti si fanno interessanti e profondi.
Il loro modo di scambiarsi idee e informazioni sulle rispettive vite è tranquillo, rilassato.

Mi piace,proseguo la lettura domani… sono a pag 36…

Fenoglio, racconta che da ragazzo avrebbe voluto frequentare la facoltà di lettere, ma il padre, carabiniere, lo aveva iscritto a un concorso nell’Arma che lui aveva sostenuto, vincendolo, e non avendo il coraggio di rinunciare. Il suo sogno di fare lo scrittore o il giornalista era naufragato. Giulio sta frequentando la facoltà di Giurisprudenza per non deludere il padre avvocato, ma avrebbe voluto iscriversi a Lettere e anche a lui piace scrivere. Al momento un incidente lo costringe a sottoporsi a terapie riabilitative per lo stesso problema all’anca di Fenoglio.
Non credo di poter riferire di più a questo proposito. Nella narrazione di Pietro è implicita un po’ di suspance e svelare propio l’episodio non è corretto. Hai visto mai che qualcuno se va a leggere questo libro!
Pietro entra nel nucleo investigativo prestissimo.

A domani.

Nella classifica dei libri più venduti, vista oggi sul supplemento culturale del Corriere della sera, il libro di Carofiglio di cui sto scrivendo è primo, quello di Missiroli, di cui mi sono occupata la volta precedente, è quarto.

Continuo la lattura.

Fenoglio e i suoi racconti hanno un ruolo predominante. L’autore poi si sofferma su quello che deve fare l’investigatore per arrivare a risolvere i casi. Affronta temi come quello della verità e della menzogna. Più indaga, su vari fronti, più è probabile che poi arrivi alla verità. Altre indagini su sollecitazione del giovane Giulio,attento mentre Fenoglio dispensa pillole di esperienza.
Proseguirete da soli, se leggerete.
Carofiglio, attraverso Fenoglio, ricorda, forse, casi in cui si è imbattuto quando era Magistrato. In più ci sono i valori in cui crede e le conoscenze, non solo tecniche, ma psicologiche e, direi, filosofiche.
Quello che apprezzo è aver creato una figura umanamente e moralmente grande, Fenoglio. Il giovene Giulio è un giovane in crescita e dall’incontro con il maresciallo esce maturato e forse con una idea sul quello che vorrà fare in futuro.
Devo essere sincera: alcune parti sono un po’ noiose, ma è un parere personalissimo. Non so se leggere e commentare fa perdere la visione d’insieme del libro, ma dopo averlo finito per la prima volta io rileggo quasi sempre un libro perchè sono prima presa dalla trama. Rileggerlo permette di apprezzarlo, giudicarlo, assaporarlo.
Infatti la seconda lettura mi ha fatto apprezzare alcuni passaggi, alcune frasi, dette soprattutto da Fenoglio. Non le trascrivo però…

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