Recensioni a “pizza e fiki”

…dalla libreria della signora Giovanna

Sto dicendo la verità. Ai piedi di un cassonetto a Roma, sabato, c’era una pila di libri. Incuriosito mio figlio si è fermato per vedere cosa  era stato gettato via. Ne ha raccolti due. Uno per sè e uno per me: alla fine si sono rivelati utili… lui si è preso un Kafka, a me ha portato un Irene Nemirovsky: ‘Suite francese’. Lo ho già letto alcuni anni fa e poi l’ho regalato, cioè, prestandolo ad una persona che l’ aveva gradito, gliel’ho lasciato. Sono sempre così contenta quando uno legge, e volentieri, che mi capita di fare questo gesto, provando vero piacere.

Rientrarne in possesso in questo modo casuale mi è sembrato un segno del destino. Infatti è un romanzo talmente bello che è un peccato non parlarne.
Non  mi è piaciuto perchè lo ha scritto la Nemirovski che è morta di tifo ad Auschwitz, che ha avuto una vita breve e difficile avara di gioie e soddisfazioni (n 1903 m 1942).
Mi è piaciuto perchè a mio avviso è un grande romanzo e lo sarebbe stato ancora di più se fosse stato completato. L’autrice parlando del progetto “sogna come una sinfonia, ma in cinque parti”. Prende a modello ‘La quinta sinfonia’ di Beethoven, completerà solo due parti, lasciando  appunti del resto che aveva in mente di scrivere.
Molte notizie di questa scrittrice le sappiamo da una biografia scritta da Philipponnent e Lienhardt, che chi vuole può andarsi a leggere su Internet. Mi piace dire, invece, che le due figlie di Irene, Denise ed Elisabeth, raccolsero e conservarono documenti e scritti della madre che in seguito servirono per ricostruire quello che era possibile.
Dato che sono stati ritrovati due romanzi della prevista ‘sinfonia’ a cinque, non vorrei svelare il contenuto di nessuno dei due… Il primo si intitola ‘Temporale di giugno’, il secondo ‘Dolce’. Apparso nel 2004 ed ebbe subito notevole successo e fu tradotto in trenta lingue.
Ad appassionare è la vicenda della scrittrice, ma ciò non toglie meriti al romanzo, o meglio, ai romanzi.
La guerra è presente in entrambi: la terribile seconda guerra mondiale, che poi si porterà via Irene e il marito.
I due erano ebrei, ma, come ebbe modo di dire una delle figlie, non era per loro un fatto viscerale. Si convertirono al cattolicesimo e le due bambine furono battezzate. Irene non ha espressioni sempre felici nei confronti degli ebrei, insomma è atipica.
 Quando ho letto ‘Suite francese’ me ne sono innamorata. La prima parte parla di una fuga da Parigi occupata dai nazisti, un affannoso mettersi in salvo di una famiglia borghese con tanto di servitù.
L’altro ‘Dolce’ racconta la nascita di un amore tra una donna francese, il cui marito è un combattente e, quindi lontano, e un ufficiale tedesco che ha preso dimora nella casa dove la signora vive con la suocera… e che suocera.
Per saperne di più leggete questo ‘Suite francese’, storia  tormentata, impossibile, struggente.
Romanzi così fanno crescere… a qualsiasi età. Per non parlare della storia personale della Nemirovsky.
Piacevoli gli altri romanzi della scrittrice. Ho letto ‘Il ballo’ in realtà un racconto: delizioso e peperino… Anche ‘I doni della vita’ è interessante, ma l’ho amato di meno, perchè  l’autrice nasconde  un risentimento, un sentimento negativo nei confronti di alcuni personaggi, giustissimo, ma che… mi ha turbato. L’ultimo che ho letto è ‘David
 Golder’ è un romanzo dove  il protagonista è un ebreo, uomo di affari, non uno stinco di santo… circondato da famigliari e conoscenti senza scrupoli. Da leggere, ma non da riassumere….
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