Racconti di sabbia – A Lorenzo non piace più il carnevale

La rubrica di racconti brevi di Angelo Deiana per L’Arenone. Pillole da mandar giù in pochi minuti, una tantum, per spezzare il tran tran della quotidianità.

Racconti di Sabbia #15: A Lorenzo non piace più il carnevale [tempo di lettura: 5 minuti]

Oggi ho chiesto a mio figlio perché non volesse più mascherarsi per la festa di carnevale a scuola. Mi ricordavo che l’anno scorso aveva obbligato me e mia moglie a girare tutti i negozi della città per cercare il vestito che gli piacesse di più. Era stato divertente, un’esperienza nuova, sia per me che per Silvia. Sugli scaffali non trovavo più le maschere di Zorro, D’Artagnan o Robin Hood, cioè quelle che andavano per la maggiore quando ero piccolo io… C’erano invece quelle degli eroi di oggi, dei protagonisti di cartoni animati che ho imparato – e imparo – a conoscere insieme a lui, quando ci mettiamo davanti alla tv, abbracciati, a ridere e commentare ogni singola scena. E spesso sono lì, esausto, sul divano, e devo inventare una risposta a tutte le sue domande. Perché non sempre le mie facoltà e le mie nozioni mi permettono di dare spiegazioni pertinenti, esatte. Nella maggior parte dei casi mi spiazza, Lorenzo. Mi chiede di questioni enormi, roba che servirebbe un fisico quantistico per spiegargli tutto, ma io no, non sono un fisico quantistico, io maneggio carne dalla mattina alla sera. E allora invento. Molte volte glielo confesso, però. Non vorrei che il giorno dopo ripeta alla maestra – che so – che le stelle stanno appiccicate nel cielo col Superattack o che il mare è salato perché i pesci ci cuociono la pasta… Solo che non mi va di dirgli che una cosa non la so, temo di deluderlo.

Vorrei mi vedesse come io vedevo mio padre, la fonte principale di conoscenza, quello a cui potevo chiedere tutto e che sapeva sempre tutto. Aveva studiato, mio padre. Io no. Io mi sono accontentato, ho portato avanti la macelleria insieme a mamma. E allora molte volte non so cosa rispondere a Lorenzo, e se lui si accorge che sto dicendo una cosa assurda, mi guarda con quegli occhioni azzurri e mi fa: “Papà… Non è vero…”. E il gioco diventa che io provo a convincerlo e ne sparo una ancora più grossa, fino a che lui scoppia a ridere e monta su una storia incredibile sulla mia risposta inventata. Penso che oltre all’attitudine all’immaginazione io non possa insegnargli altro. Non ho mai letto un libro, a scuola andavo poco… Però la fantasia – e questo anche mio padre me lo riconosceva – non mi mancava di certo. E di fantasia voglio che anche Lorenzo ne accumuli a chili, così tanti chili da pesare come un manzo intero. Ieri sera, però, Silvia mi ha detto che Lorenzo le ha comunicato che quest’anno non vuole sentir parlare di maschere e che alla festa ci andrà vestito come tutti gli altri giorni. Su due piedi ha provato a indagare, chiedendo anche alle altre mamme sulla chat Whatsapp dei genitori della classe… Ma non è riuscita a raccogliere elementi utili per capire la decisione di nostro figlio. Mi ha chiesto di parlarci, quindi. Perché con me Lorenzo si apre sempre, e mi dice che i nostri segreti la mamma non deve saperli. E io gli prometto che sarà così.
Oggi, però, quando gli ho chiesto perché non gli piacesse più il carnevale, non ha voluto rispondermi.
“Lore, perché non vuoi andare a scegliere il vestito quest’anno?”.
Silenzio.
“Lore, vuoi rimettere quello dell’anno scorso? O facciamo Batman quest’anno?”. E mentre mimavo le ali del mantello, lui continuava a tenere gli occhi bassi, fissi su un pupazzo che stava maneggiando distrattamente.
A quel punto ho spento la tv. Ho iniziato a provare paura. Ho temuto che gli fosse capitato qualcosa a scuola, che fosse stato bullizzato o che qualcuno lo avesse offeso proprio per colpa della sua maschera… Dentro di me già pensavo: Giuro che faccio una strage, ma cercavo di mostrare serenità, altrimenti non avrei ottenuto nessuna risposta.
“Lore, dillo a papà se è successo qualcosa… Qualche compagnetto è stato cattivo con te?”.

Ha scosso la testa.
In quel momento ho provato un briciolo di sollievo.
“Alla mamma hai detto che quest’anno non vuoi metterla la maschera per la festa a scuola…”.
“Sì”.
“E perché amore?”.
A quel punto ha posato il pupazzo, si è guardato intorno, per vedere se Silvia lo potesse sentire.
Ho capito che anche quella doveva rimanere una questione tra di noi, un altro piccolo segreto.
“Guarda che io quest’anno volevo regalarti la maschera del più figo dei supereroi eh…”, ho provato a rilanciare. Ma a lui sembrava davvero non importare nulla.
Allora gli ho scombinato i capelli in testa e l’ho abbracciato.
“Lore, ti prometto che non glielo dico alla mamma: dai, perché non ti piace più il carnevale?”.
Sottovoce, raccolto in sé stesso, mi ha confessato tutto. Lorenzo, all’orecchio mi ha sussurrato: “L’anno scorso Mopati non aveva la maschera, e io mi sono sentito in colpa”.
Mopati è un suo compagnetto di classe congolese, è arrivato in Italia con la sua mamma due anni fa.
Mi sono sciolto, mi sono sentito il padre più fortunato sulla Terra. L’ho abbracciato ancora più forte. L’ho stretto a me. Come se stessi tenendo tra le braccia, davvero, il più prezioso dei tesori.
Poco dopo si è addormentato.

A letto, sottovoce, ho raccontato tutto a Silvia.
“Ti rendi conto? È una sua rimostranza, un suo atto di solidarietà per non far sentire Mopati emarginato. Senza nemmeno sapere cosa voglia dire…”.
Silvia è scoppiata a piangere, ha vuotato un pacchetto di fazzoletti e si è chiusa in bagno. Fa sempre così quando si emoziona troppo. Quando è tornata ha poggiato la testa sulla mia spalla, inumidendomi il pigiama con altre lacrime. Anche lei l’ho tenuta stretta me, con la stessa intensità con cui poco prima abbracciavo Lorenzo.
Poi mi ha detto: “E se comprassimo una maschera anche per Mopati? Magari gliele prendiamo uguali…”.
Ci ho pensato un attimo.
“No. Lorenzo non ha bisogno di maschere. È già un supereroe”.

 

Ti sei perso il racconto precedente? Eccolo: Racconti di sabbia – Chakra (liberamente ispirato all’omonima canzone de Le luci della centrale elettrica)

30Shares
Commenti disabilitati su Racconti di sabbia – A Lorenzo non piace più il carnevale