Trash news. Bloody Mary e la visione fiabesca del castello

Ogni settimana escono in edicola almeno sei o sette riviste patinate con Albano e Romina in copertina. Più o meno è così dagli anni settanta, immagino.

Ultimamente, subito dopo Sanremo, sembra emergere con forza l’immagine di Maria De Filippi. Per chi, come me, fa il giornalaio, oltre ad avere tutto sotto gli occhi, è destinato anche a una frequente ed educativa chiacchierata con la clientela. Per capirci sono entrato nella storia de “Il segreto” senza aver mai visto “Il segreto”. Poi ho capito che c’è Gemma, una che ha un consenso del cinquanta per cento. Che il Manetti è un bell’uomo. Poi le ho viste tutte intorno a Marco Firpo, simpatico capellone pensionato di gran stile, che si fa fare foto mentre consuma il suo aperitivo al bar di Lubriano. Siamo dentro “Uomini e Donne”. I citati fanno parte del trono Over, il programma dove rimorchiano i pensionati. 

Ma perché Maria De Filippi domina le riviste di gossip? La donna che ha trovato la chiave dell’ascolto televisivo usando le stesse formule da decenni e riuscendo sempre a rinnovarle. Come quella volta che una delle signore disse: “Ma quanto so’ carini quelli del trono gay. Non avrei mai pensato…” D’istinto avrei risposto: “Che ti pensavi?!” Invece mi aveva lasciato di stucco. Era l’ennesima formula vincente di Bloody Mary. Perché l’omofobia è ancora un problema. E anche grosso. Uno di quei temi che potrebbe anche far cadere i governi. I governi che stanno fermi. Ci pensano e ci ripensano. Ma sempre fermi restano. Ci sono i critici, gli appassionati, gli acculturati, i giornalisti, gli opinionisti e persone normali. Quelli che non guardano Maria De Filippi perché sarebbe una vergogna. Gli addetti ai lavori del mondo della comunicazione che non possono sporcarsi di trash perché devono pensare alle cose serie, come i giornalisti che scrivono e scrivono ma poi non arrivano mai fino in fondo alle cose.

Quindi, nelle riviste patinate, dove non c’è traccia della Diciotti e della piattaforma Rousseau, perché appare Maria De Filippi?

“Ma come perché? C’è il castello”. Ecco, mi mancava. Il castello. Sapevamo che dopo aver spodestato la nobiltà, Bloody Mary fosse riuscita a riempire il trono con chiappe popolari in un atto rivoluzionario che neanche la Rivoluzione francese. Tra l’altro in tutto questo la parola “tronista” entra ufficialmente nel vocabolario italiano. Su Garzanti si legge: “Chi partecipa a una trasmissione televisiva di intrattenimento sedendosi su un trono, da cui si offre al corteggiamento del pubblico dell’altro sesso”. Neanche il tempo di ufficializzare il neologismo che già è superato. Vedi l’arcaico “dell’altro sesso”.

Ma cosa vogliono i giovani, grandi e vecchi da Maria? Sinceramente non lo so ma sembra una molto capace di riempire il tempo della gente con una miriade di programmi volti a suscitare le più svariate emozioni.

Per chi non conoscesse (più che altro per chi fa finta di non conoscere), il gioco di Uomini e Donne consiste in uno che si siede su un trono. Il fortunato riceve ragazze o ragazzi lì apposta per corteggiarlo. I corteggiatori, tanti e sempre nuovi. Appuntamenti, litigate, baci, tradimenti, dichiarazioni estreme, petting e tanto altro. Per mesi e mesi. I corteggiatori vengono cacciati di volta in volta. Alcuni se ne vanno. Si alzano e se ne vanno. Altri si alzano, se ne vanno poi ritornano. I corteggiatori sono seduti più o meno comodi a seconda del livello di corteggiamento. L’altezza delle sedie è una sorta di gerarchia. Ed ecco che, dopo anni, arriva il castello. La scelta finale. Il tronista deve scegliere una tra le ultime due corteggiatrici. E non dice semplicemente: “Scelgo lei”. No. Si rinchiudono tutti in un castello con tanto di servitù e tutte le comodità. Ci passano del tempo e, alla fine, il verdetto stile mille e una notte. Dopo aver dato un trono a un poraccio, ora anche il castello. Nell’era della fiction abbiamo di fronte una storia da romanzo rosa con tanto di narratore esterno che descrive gli atti. I protagonisti hanno a loro volta la possibilità di spiare quello che fanno gli altri. Che dire. Non è trash. E’ un capolavoro del trash dove ci sono tutti gli elementi dell’intrattenimento contemporaneo.

Bloody Mary colpisce ancora. Ferma, intelligente, sobria e razionale. A godersi non il suo spettacolo, ma lo spettacolo suscitato dal suo spettacolo. Voce divina onnipresente con sempre la parola giusta in canna. In questo gioco delle sedie lei è seduta sulle scale a mostrare che i troni e le posizioni non esistono più. Le copertine sono sue. Continua lo spettacolo di un pubblico che sogna di trovarsi in un castello fatato. Che si immedesima, asseconda e commenta i propri eroi. Oggi non si tratta più di capire chi è vero e chi no. Non siamo mai stati così lontani dalla verità e da tutto quello che ci riguarda. Non c’è crisi, non c’è mancanza di lavoro o di soldi. Non ci sono i problemi della vita. Non abbiamo più bisogno di verità. Come nella vecchia generazione delle animazioni Disney, il castello torna ad essere una visione fiabesca. Trash, ma fiabesca.

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