La canzone delle canzoni di Sanremo

Si parla e si parlerà ancora a lungo (forse) delle canzoni del festival più discusso dello Stivale. Noi dell’Arenone abbiamo così pensato di scrivere “La canzone delle canzoni di Sanremo”. Un collage assemblato rubando una riga per ognuno dei testi in gara. Il risultato è alquanto scontato. Una canzone d’amore. L’amore e tutte le sue sfumature. Dall’enogastronomia al patriottismo, e poi politica, piromania,  fuga, attesa, follia. Amori che vengono, amori che vanno, amori che bruciano e una sana dose di non-sense che è l’unico vero senso dell’amore.

La canzone, che prenderà forma in un valzer, è addirittura in fase di produzione. Nel mentre ciucciatevi il testo e il video amplagghede.

(Di Quondam – suo cugino Cristiano – Quondam, dirige il maestro Angelomaria, canta sempre suo cugino)

-LA CANZONE DELLE CANZONI DI SANREMO-

Quanto è bella la campagna e quanto è bello bere vino

Dove viaggio dove vivo dove mangio con gli occhi

Resta con me perché da solo non ho fame

E’ da tempo che cucino e metto sempre un piatto in più per te

Quella cosa che fa sempre un po’ male

Bere champagne sotto Ramadan

RIT

Dov’è l’Italia amore mio?

Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto

Hai la democrazia dentro al cuore ma l’amore è una dittatura

Noi piano piano ci roviniamo, dammi il mio panico quotidiano

Ma già l’attesa è fantastica, noi come benzina in questo mondo di plastica

Famme vede addo arriva sta luce famme vede

Le nostre anime di notte sono più limpide che mai

Che siamo fiamme in mezzo al vento

Il mondo si perde tu invece rimani

RIT

Sono pronto sono pronto a non essere pronto mai

Non cercare un senso a tutto perché tutto ha senso

Ti aspetti tutta la vita per essere un attimo

Se cogli il buono di ogni giorno ed ami sempre fino in fondo

Tu che sei la forza e il coraggio

Io giuro che se te ne vai cancellerò il tuo nome

RIT

Fare l’amore è così facile credo, amare una persona fragile meno

E anche stanotte scapperai su un taxi

Non è follia è solo vivere, non sono stato me stesso mai.

 

Prima strofa: Nigiotti, Silvestri, Ex Otago, Ultimo, Briga, Mohamood

RIT: Motta, Negrita, Zen Circus

Seconda strofa: Carta e Shade, Boomdabash, D’angelo e Cori, Tatangelo, Turci, Renga

Terza strofa: Nek, Cristicchi, Bertè, Arisa, Il volo, Einar

Finale: Irama, Ghemon, Achille Lauro

Un immenso grazie da parte dello staff de l’Arenone va a Cristiano “suo cugino” Dominici per essersi prestato voce, chitarra e computer, a questa storica composizione.

Parte della giuria di casa
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