Lo strano caso dell’ufficio turistico: dubbi, domande e una corsa contro il tempo

Per decidere, non decidere. E già qui ci sarebbe da aprire un discorso ampio. Ma siccome non vogliamo tediarvi con milioni di parole, parafrasando uno slogan elettorale nostrano in voga anni fa da queste parti, noi dell’Arenone oggi ci limiteremo solo a parlare di turismo a Viterbo. Sì, proprio di turismo.

Di turismo e di decisioni al riguardo che i cittadini sono in attesa di conoscere da parte del Comune di Viterbo. Parleremo di quello che dovrebbe essere, insieme alla cultura, il pane e l’oro di questa città. Ci concentreremo su promozione e ricezione turistiche, servizi correlati, procedure limpide. Su manifestazioni di interesse prima bandite e poi ritirate a cavallo di passaggi elettorali in Comune, su bandi scaduti da tempo. Su esiti di gare d’appalto di cui nulla si sa, su buste con materiale di gara che verranno aperte lunedì prossimo, 29 ottobre!!!, ma senza ancora la nomina ufficiale dei componenti della commissione esaminatrice (a ieri pomeriggio, almeno, sul sito del Comune di Viterbo non risultava alcuna info ufficiale al riguardo: saremo felici di aver preso un abbaglio se stamattina la troveremo on line, ndr), la quale dovrebbe entrare nel merito dei progetti presentati. Progetti che, da capitolato d’appalto, in termini di punteggio conteranno più dell’aspetto economico ai fini dell’affidamento di un servizio che dovrebbe partire il prossimo 1° novembre. Insomma, si aprono le buste senza l’organo che deve prendere decisioni sul loro contenuto e proprio a ridosso del 1° novembre. Prima domanda a Palazzo dei Priori: perché?

Ovviamente stiamo parlando della gara d’appalto da circa 43mila euro, scaduta lo scorso 5 ottobre, per l’affidamento annuale (ma rinnovabile) del servizio di informazione turistica del Comune di Viterbo e attività correlate, tra cui la gestione dell’ufficio presso la ex Pensilina del Sacrario. Il cui stato di abbandono ha sollevato più di qualche polemica nelle scorse settimane: nonostante le ripetute sollecitazioni (anche da parte del primo cittadino Giovanni Maria Arena) a dare almeno una sistemata, tuttavia, scarpe vecchie e melma nella vasca dell’acqua sono ancora lì. Insieme a servizi igienici non disponibili perché diventati ripostigli per scope e cestini dei rifiuti. Un po’ triste per un’opera costata quasi un milione di euro di soldi dei cittadini.

Insomma, tornando al fatto che in questo blog ci piace porci e porre delle domande, ne facciamo un altro paio: lunedì il Comune di Viterbo deciderà di non decidere tra le proposte pervenute entro il 5 ottobre? Oppure ci sarà un’accelerata doverosa nelle procedure di affidamento? Si vocifera che al bando avrebbero risposto diversi concorrenti, tra cui è probabile anche la Promotuscia, attuale gestore dell’ufficio, oltre a un altro paio di cordate formate da imprenditori e esperti del settore. Ma il numero esatto dei partecipanti non è giustamente ancora dato saperlo e questo almeno non lo chiediamo al Comune perché le regole noi le conosciamo.

Le risposte, infatti, le scopriremo solo vivendo (tanto lunedì 29 ottobre eccolo), ma suggeriamo una riflessione a nostro avviso importante. C’è una variabile che in questa contingenza non può e non deve essere ignorata: il fattore tempo. A pochi giorni dall’apertura del Caffeina Christmas Village, fissata per il 23 novembre prossimo, infatti, il servizio turistico non è stato ancora assegnato, la situazione della ex Pensilina è sotto gli occhi di tutti e il biglietto da visita per le migliaia di turisti che grazie al cielo arriveranno da tutta Italia non pare certo dei migliori. La vasca con la melma, tappi di plastica e di metallo, bottigliette e altri rifiuti vari non è che sia stato fino ad oggi il massimo come benvenuto in città, diciamocelo, specie per quei tanti visitatori che in questi ultimi mesi hanno affollato la mostra dei tesori egizi di Tutankhamon (prorogata in altra sede).

Continuare così, dunque, o dare una sterzata? Che il Comune di Viterbo con l’affidamento di questo servizio sia di fronte ad una scelta (una scelta politica, una scelta strutturale) da cui passa lo sviluppo turistico futuro del capoluogo è fuori dubbio. E noi vogliamo essere ottimisti: domani mattina ci sveglieremo, troveremo la commissione giudicatrice nominata e lunedì arriveranno con i fatti le risposte alle domande che abbiamo posto. Se però così non fosse, non vediamo altra opzione per Palazzo dei Priori se non quella di procedere con una proroga della gestione attuale, che lascerebbe invariata la situazione proprio nel periodo dell’anno in cui il flusso turistico nella Città dei Papi è maggiore grazie al Christmas Village di Caffeina. Con la melma nell’acqua, le scarpe rotte e servizi inutilizzabili annessi. Cosa che potrebbe però non incontrare il favore di tutti.

 

 

 

 

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