• Fiore del deserto. La storia e la bellezza di Waris Dirie

    Una ragazza a Londra. Talmente ingenua che poteva accontentarsi di fare le pulizie. Di sopravvivere. Non come la compagna di stanza, commessa e aspirante ballerina senza un briciolo di grazia.

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  • Carpe diem, France’: pensace tu alla Viterbese

    France’, a noi pensace tu. Da core (de mamma) a core (de Roma), da donna che ama il calcio a uomo che è il calcio: te guardo nell’occhi attraverso lo schermo tv mentre – col dolore che te se legge chiaro ‘n faccia – annunci le dimissioni dalla tua As Roma per incompatibilità con una proprietà che non te porta il rispetto dovuto agli dei, e me viene un pensiero stupendo. Adesso che non c’hai niente da fa, France’, a noi pensace tu.

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  • C’era una volta il Sole che Ride. Come hanno ucciso l’ambientalismo in Italia

    C’erano una volta i Verdi in Italia. Oggi che l’ambientalismo sta riprendendo piede in Europa, al punto che il movimento verde è una forza di rilievo nel nuovo Parlamento europeo, fino ad essere forse quasi determinante per i futuri assetti istituzionali e politici in seno alla Ue, da noi se ne sono perse le tracce.

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  • Un quarto de l’Ottavo

    Approfondimento culturale rubato a parenti vicini e lontani

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  • Sorelle d’Italia, due gol contro i pregiudizi

    Tutti pazzi per il calcio femminile. In Italia è scoppiata la mania: oltre 3,5 milioni incollati alla tv per vedere l’esordio vincente delle azzurre contro l’Australia. E poco importa che era la prima vera domenica d’estate e che sotto l’ombrellone si stava meglio. Di calcio non ne sappiamo fare a meno, quindi la partita si vede con ogni mezzo possibile e la tecnologia da questo punto di vista aiuta tanto. È stata gara vera che ha sovvertito tutti i pregiudizi che il calcio femminile si portava appresso: inutile elencare le inutili considerazioni sul fatto che le donne non reggessero il paragone con i colleghi uomini e amenità simili. Vale solo la pena ricordare – affinché non si ripeta mai più – l’infelice (eufemismo) frase dell’ex presidente della Figc Carlo Tavecchio “la donna si riteneva un soggetto handicappato rispetto al maschio sulla resistenza, sul tempo ed espressione anche atletica, invece abbiamo riscontrato che sono molto simili”. Ecco, magari, questa sì la riponiamo nel cassetto dei pregiudizi.

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  • C’era una volta Civita. Il ricordo della città che muore negli occhi di chi l’ha vissuta

    Parla di questo e parla di quello, alla fine l’Arenone (oltre al casino) crea pure un po’ di dibattito. Di seguito la piacevolissima lettera amarcord giunta in redazione da un nostro lettore. Godetevela.

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